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Filippo Fattorini, in arte Cream: “Sono un autodidatta della musica e quest’estate seguitemi nei live”

Nipote e figlio d’arte, il giovane cantante rivela a soli vent’anni di avere una cultura musicale da far invidia ai grandi maestri

Di Stefano Bini

22 Maggio 2022

Filippo Fattorini, in arte Cream: “Sono un autodidatta della musica e quest’estate seguitemi nei live”

Filippo Fattorini, in arte Cream, è un artista indipendente di 20 anni che viene da Chianni, un piccolo paese in provincia di Pisa. Vive nella musica fin da piccolo e, dopo anni di studio di canto e pianoforte, inizia a pubblicare canzoni, completamente autoprodotte nel Giugno del 2021. In poco tempo, supera i 50000 ascolti totali sulla piattaforma Spotify e riesce a fare nove live in giro per tutta la Toscana. È stato chiamato per sostenere il provino di Amici ed è stato insignito del Premio Speciale d'Attenzione nella 65^ edizione del Premio Nazionale Letterario di Pisa, per essersi distinto musicalmente nella zona; questo premio precedentemente è stato vinto da Andrea Bocelli, quando ancora non aveva raggiunto il successo.

Nonostante Lei sia giovanissimo, quando si è accorto che il suo futuro sarebbe stato la musica?

«La musica ha sempre fatto parte della mia vita. I miei genitori avevano un gruppo chiamato Crim, acronimo formato dalle iniziali dei componenti, che ho inglesizzato e reso Cream, il mio attuale nome d’arte. Il momento in cui ho iniziato davvero a credere in ciò che faccio è stato quando alcuni miei amici del Liceo si sono proposti di aiutarmi nel mio progetto, formando una bella squadra. Quando poi è arrivata la chiamata per il provino di Amici, ho avuto la conferma che la mia musica avesse un valore riconosciuto.»

 

Quando ha esordito la prima volta su un palcoscenico?

«La prima volta è stata proprio in una serata dove i miei erano a fare piano bar. Avevo sei anni e, vedendo che i miei riuscivano ad intrattenere e ad emozionare, volevo provare ad emularli. Cosa ho cantato? La sigla di Goldrake, poiché mio padre mi aveva trasmesso la passione per tutti quegli anime che hanno segnato una generazione, come Mazinga Z, Daitarn 3 e così via. La vera prima volta dove ho cantato i miei pezzi è stata all’età di 16 anni, quando mi sono esibito in una discoteca di zona, il Time Club, l’attuale Sound Club.»

 

Oltre a cantante, è anche autore e produttore. Dove ha imparato gli ultimi due mestieri?

«Per quanto concerne il lato autorale, il merito è sicuramente del mio nonno materno, Silverio. È un poeta e scrittore di commedie, che ha ricevuto svariati premi a livello nazionale. Mi è sempre piaciuto leggere, scrivere, e stare al centro dell’attenzione. Era Natale, e mio nonno aveva scritto una poesia per il giornale parrocchiale: immaginatevi un marmocchio che vuole iniziare a scrivere poesie per finire proprio su quel giornalino, così è iniziato tutto. Riguardo alle produzioni, sono autodidatta e ho iniziato nel primo lockdown, dove il tempo era tanto e le cose da fare per riempirlo poche. Ho messo semplicemente in atto le mie conoscenze di teoria musicale, imparate da mio padre e dal mio studio del pianoforte, condite da tanti tutorial su internet e corsi di produzione acquistati per formarmi.»

 

Recentemente, è stato ospite al Premio Donna È. Che emozione ha provato nel cantare sue canzoni in una manifestazione legata alla donna? Ma soprattutto, che rapporto ha con le donne?

«Sono stato onorato di aver fatto parte di una manifestazione così importante, simbolo di speranza per tutte quelle donne che vorrebbero realizzarsi nella vita, ma magari sono ostacolate dai retaggi culturali che ancora oggi annebbiano il pensiero di qualcuno, oppure sono scoraggiate da episodi subiti in passato. Cantare le mie canzoni in un contesto simile mi ha fatto sentire veramente bene, poiché cantare per intrattenere è bello, ma cantare per trasmettere emozioni lo è ancora di più. Le donne hanno un ruolo fondamentale nella mia vita, poiché sono un rifugio, una sicurezza, una valvola di sfogo per quei pensieri che magari qualche amico non può capire, e ispirazione dei miei pezzi, poiché senza amore, non c’è musica.»

 

Dai palchi alla tv. Le piacerebbe partecipare a qualche talent?

«Sarebbe fantastico, poiché ritengo che attualmente i talent se affrontati nel modo giusto siano uno dei più importanti trampolini di lancio disponibili. Ci tengo però a dire che venendo comunque dalla mentalità hip hop, sarei più felice di raggiungere i miei obiettivi col duro lavoro e creando un movimento forte e stabile. È risaputo che arrivare al successo coi talent non significa necessariamente rimanere sulla cresta dell’onda a lungo, che in realtà è ciò che più mi interessa. Voglio che la mia vita sia nella musica, visto che la musica è la mia vita.»

 

Sono tornati finalmente gli spettacoli dal vivo. Ci sono date e luoghi dove potremmo vederla durante lestate?

«Esatto, finalmente! Le date sono in continuo aggiornamento, per adesso posso dire che sarò ospite la sera del 20 di Giugno alla Ripadoro, al Palazzo del Borgo a Rivalto, accompagnato da una vista mozzafiato e impegnato a rendere speciale la serata per chiunque vorrà essere presente. Alla Ripadoro si è esibito anche Franchino, e ciò mi rende veramente orgoglioso. V’invito a seguirmi su Instagram @cremadellacrema_ per rimanere aggiornati sui nuovi live e sulle prossime uscite, che saranno a cadenza mensile. Grazie Stefano per tutte le belle parole spese sul mio conto, è stato un grande piacere conoscerti. Io, i miei amici, chi mi ascolta, siamo il nuovo movimento: la Crema della Crema, tenetelo bene in mente!»

 

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