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Benedetto Croce

#DIMALEINBINI. Da Elisabetta Franchi a Silvio Berlusconi, ognuno in casa sua fa e dice ciò che vuole (e ci mancherebbe altro)

Commenti taglienti, in accordo o in disaccordo: il punto cruciale è che ciascun italiano in casa propria deve essere libero di fare e dire come meglio crede

Di Stefano Bini

09 Maggio 2022

Elisabetta Franchi

Il politicamente corretto ha colpito anche Elisabetta Franchi e sono molto felice che lei se ne strafreghi altamente. Non vuole donne under40 in azienda se no fanno figli? È libera di attuare questa politica, semplicemente perché l’azienda è sua. Si può essere in accordo o contrari, fatto è che quella è casa sua e le politiche societarie è normalissimo che le decida lei. Il web ha vita propria e si è scatenato sia a favore che contro l’affermazione dell’imprenditrice di moda, ma qui non si tratta di stare attenti ai commenti ma al fatturato, poiché un’azienda vive di commercio e decisioni, ed Elisabetta Franchi ne è consapevole.

A lei, non cambierà nulla leggere Selvaggia Lucarelli che le va contro o Sonia Bruganelli che l’appoggia, ma anzi quest’esternazione ha contribuito a far capire che esistono donne con gli attributi che sono sempre vicine ad altre donne ma che possono anche divergere, come succede nella normale quotidianità. Elisabetta Franchi si poteva risparmiare tale commento? No, perché fino a prova contraria viviamo in Italia, una delle più belle democrazie del mondo dove ognuno è giusto che dica la sua, anche se non piace a quei “quattro” sfigati, fans del politically correct. È stata tagliente? Sì, e menomale. La Franchi ha due parenti under40 in azienda, ai massimi vertici? Lei è la proprietaria e lei decide, i commenti stanno comunque a zero.

La questione mi riporta a Silvio Berlusconi e alle feste di Arcore. È stata una leggerezza da Presidente del Consiglio invitare troppe puttane a Villa San Martino? Sì, molto ma resta il fatto che nessuno può dire ad un altro ciò che fare in casa propria. Lasciando perdere il caso Ruby e i ricatti delle olgettine che, senza i soldi di Berlusconi, sarebbero tornate a fare le escort o, quelle più intelligenti, lavori normali come qualsiasi donna, feste, sesso, pranzi in famiglia, cene, eventi sono leciti in qualsiasi casa, a meno che non si leda la proprietà di altri. Considerando che la villa di Arcore è circondata da centinaia di metri di giardini, di sicuro i vicini non si sarebbero potuti lamentare.

Ho estremizzato delle situazioni italiane, dove certi aficionados del web, spesso (volutamente) senza nulla da fare tutto il giorno, e (sopravvalutate) blogger come Selvaggia Lucarelli scrivono per avere un like in più e trenta secondi di celebrità, ma la questione resta una: un capo azienda, in casa sua, fa oggettivamente ciò che vuole. Ripeto, oggettivamente.

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