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Benedetto Croce

Dalla 'vita bussò' a Campusband, Mario Lavezzi (SIAE) racconta a Il Giornale d'Italia i suoi ultimi progetti e l'amore intramontabile per la musica

"Guerra in Ucraina, abbiamo firmato una lettera con la CISAC affinché tutti i creativi possano manifestare il loro disappunto. Basta guardare al passato, a Bob Dylan al grande movimento No War, nato proprio dai creativi che possono fare molto per sensibilizzare le persone".

11 Aprile 2022

SIAE, Lavezzi

Mario Lavezzi, compositore, cantautore, produttore e talent scout ma soprattutto una delle firme più celebri della musica italiana ha parlato con Il Giornale d'Italia di musica, nuove tecnologie e degli aneddoti di una vita ricca di stimoli. Presidente del Consiglio di Sorveglianza SIAE da oltre tre anni, ha rivolto una particolare attenzione alla battaglia che gli sta più a cuore: la difesa del diritto d'autore. Lavezzi è anche l’ideatore di CAMPUSBAND, il contest della Società Italiana degli Autori ed Editori, ormai alla quinta edizione, rivolto agli studenti che amano la musica e vogliono fare di quest'arte una possibilità di carriera.

L'Intervista de Il Giornale d'Italia a Mario Lavezzi

VIDEO-L'Intervista de Il Giornale d'Italia a Mario Lavezzi

Una vita di successi raccontati in un album: La vita bussò. Ci racconta?

Il mio ultimo album, La vita bussò, è nato per celebrare il cinquantesimo della mia carriera. È nato raccogliendo in 3 CD più un 45 giri le canzoni che ho scritto, interpretato e prodotto. Ci sono duetti con Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Riccardo Cocciante, Gianni Morandi…

Mi è sempre piaciuto fare delle cose ensemble perché nasco con un gruppo: avevo 16 anni e in questo 45 giri c’è anche un singolo che abbiamo fatto. È stato un po' un sacrilegio: abbiamo fatto una cover di Yesterday dei Beatles! Ce lo avevo proposto un produttore di successo che ci ha aveva sentito cantare i Beatles in perfetto inglese in un locale di Milano. Ingenuamente noi lo abbiamo fatto con un testo in italiano: ‘ieri a lei non ho voluto credere..

Lei è da sempre impegnato, anche con SIAE, nella battaglia dei diritti d'autore. Lo spettacolo dal vivo è stato il settore forse più duramente colpito dalla pandemia. Si poteva fare di più per sostenerlo?

"Come SIAE per gli autori è stato fatto parecchio anche attraverso il Ministero dei Beni Culturali e Franceschini. Sono stati dei ristori, non sufficienti a colmare quello che è stato perso: un 30% 40% di quello che si guadagnava in diritti di autori è stato perso, per cui è un danno non indifferente. Pet gli spettacoli dal vivo le agenzia teatrali hanno avuto dei ristori, ma è chiaro che tutto deve ricominciare per tornare a regime".

Un altro progetto a sostegno dei giovani e della musica nel quale è impegnato è Campusband. Di cosa si tratta?

Il contest ‘Campusband’ avviene tutto online su www.campusband.it: i ragazzi caricano un inedito sul sito e c’è una commissione composta da esperti. Il contest è supportato d SIAE ma anche dal Comune di Milano, da Radio Italia, Corriere della Sera e Rolling Stones. È un’iniziativa dedicata agli studenti appassionati di musica. Quest’anno un investitore ha avuto l’idea di dare a tutti i finalisti un NFT. Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato la musica e adesso con SIAE stiamo rinnovando il contratto con Spotify, perché 1000 streaming equivalgono a un euro per tutti gli aventi diritto. Quindi potete immaginare come il guadagno sia quasi inesistente.

Di pari passo con la battaglia dei diritti d'autore va anche quella per la libertà di espressione. Dal suo punto di vista nel nostro Paese, anche considerando le recenti polemiche, vi è davvero libertà di espressione? 

In Italia c’è libertà di espressione, ce l’abbiamo ancora fortunatamente. Adesso abbiamo firmato una lettera con la CISAC affinché tutti i creativi manifestano il loro disappunto per questa guerra. Basta guardare al passato, a Bob Dylan al grande movimento No War, nata proprio dai creativi, che possono fare molto per sensibilizzare le persone. 

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