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Il cantante Michele: “Vi racconto la mia storia musicale senza fine”

Il celebre cantautore degli anni ’60 e ’70 è tutt’ora apprezzato in tv e le sue canzoni vanno fortissime nelle sale da ballo. A Il Giornale d’Italia, ripercorre tutti i passi importanti della sua carriera

Di Stefano Bini

27 Marzo 2022

Michele Maisano

Dai primi passi musicali a Genova alle gare di rock acrobatico, fino all’amicizia con Fabrizio De Andrè e Gino Paoli; la vita di Michele Maisano, in arte Michele, scandagliata pezzo per pezzo.

 

Da Genova alla conquista del mondo. Che ricordi ha dei degli anni ’60 e ’70?

«Nel 1957 scopro il rock and roll, i dischi a 78 giri arrivavano con le navi porta aerei americane, la Saratoga, la Forrestal, erano gli anni delle feste in casa alla domenica pomeriggio. Inizio a cantare nei locali dell'antiporto per marinai americani e comincio a fare gare di ballo di rock acrobatico. Nel 1959 vengo assunto in orchestra dove rimango fino all'anno del mio debutto 1963. Il resto è storia!»

 

Nel 1963, Se mi vuoi lasciare rimase in prima posizione per nove settimane. Come prese quell’improvviso successo il diciannovenne Michele?

«Alla sala danze Iris dove mi esibivo, mi sentì cantare Gianfranco Reverberi e mi propose di partecipare al Cantagiro sotto l'egida del discografico milanese Nanni Ricordi, che mi portò alla Rca. Arrivai al primo posto tra gli esordienti con la canzone Se Mi Vuoi Lasciare. Questa canzone ha cambiato la mia vita! Andò al primo posto delle classifiche di vendita discografica in Italia e in quasi tutti i paesi del mondo e, come in una favola, lasciai l'Istituto nautico e diventai un cantante a tempo pieno.»

 

Ha lavorato con i più grandi cantautori italiani. Con chi si è instauro il feeling maggiore e con chi è ancora in contatto?

«A casa dei Fratelli Reverberi conobbi tutti i cantautori genovesi. Io ero un pulcino e loro mi insegnarono a vivere. Se la vita è l'arte dell'incontro, sotto questo profilo fui fortunatissimo. Ho avuto degli ottimi maestri. Un rapporto d’immensa stima e fratellanza con Luigi Tenco, un rapporto di ammirazione verso Umberto Bindi, un rapporto di amicizia e simpatia con Brunino Lauzi, un rapporto di amicizia consolidato dopo la morte di Luigi con l'incredibile Fabrizio De Andrè. Bellissime le lunghe serate passate assieme, le nostre disquisizioni filosofiche che ci trovavano quasi sempre in sintonia e poi collaborazioni artistiche che hanno portato a far sì che Corrado Castellari, con il mio aiuto, scrisse la musica del Testamento Di Tito dall'album La Buona Novella e per riconoscenza Fabrizio si sdebitò scrivendo le parole di un mio grande successo Susan Dei Marinai. Ho lasciato per ultimo il grande Gino Paoli perché ancora oggi ho la fortuna di poterlo frequentare. Lui mi ha aiutato fin dagli inizi della mia carriera come un fratello maggiore. Con lui c'è sempre stato un rapporto di profonda stima e amicizia.»

 

Nel libro Una vita da cantante, edito da Sagep Editori, ripercorre tutta la sua esistenza. Quanti alti e bassi chi sono stati durante la sua carriera? Per un artista con certe caratteristiche, gli anni ’80 e ’90 non devono essere stati facilissimi.

«Dopo il 1978, anno in cui mi presentai a Sanremo con un brano Amico Elvis, facendo un’ospitata in eurovisione con un progetto teatrale formato da un gruppo chiamato Magical Music Circus, esperienza che durò 4 anni, decisi per mia scelta di rompere rapporti con le grandi case discografiche perchè l'ambiente mi aveva veramente deluso. Da allora, mi sono sempre autogestito dando la priorità alla musica dal vivo, che è la dimensione a me più congeniale, formando un gruppo musicale che si esibiva in locali da ballo, feste in piazza, spettacoli all'aperto. Fino ad arrivare a punte massime di 200 spettacoli all'anno. Partecipando comunque come ospite fisso a varie annate di Buona Domenica su Canale 5, Domenica In su Rai 1 e ospitate varie.»

 

Dal teatro benefico a favore dei bambini ucraini agli spettacoli televisivi dove potersi esibire da solo o con le orchestre. Cosa fa oggi e a cosa ambisce Michele Maisano?

«In questi anni, ho scritto canzoni che sono regolarmente uscite in CD, qualcuna è diventata un successo nel mondo del ballo. E' chiaro che dagli anni 90' in poi i gusti musicali sono cambiati, ma questo sta nell'ordine naturale delle cose e sono contento che la musica mi abbia sempre dato gioia di vivere. La cosa che mi stupisce è che ancora adesso quando vado a fare spettacoli il pubblico mi accolga sempre con grande affetto ed entusiasmo.»

 

Progetti futuri e prossimi appuntamenti live o televisivi?

«Parteciperò presto al programma tv Lei non sa chi sono io. Covid permettendo, ho in programma un progetto teatrale con brani inediti cantautorali eseguiti in maniera blue grass country rock, ma non finisce qui perchè la favola non ha fine. Per me è appena iniziata!»

 

 

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