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Le Iene è diventato il programma più brutto della tv italiana

Politicamente corretto, conduttori fuori posto, inchieste trite e ritrite e inviati che cercano finti scoop fanno del programma di Davide Parenti il flop di questa stagione. Mercoledì è crollato a poco più di 1 milione di spettatori e il 7% di share

Di Aldo Snello

25 Marzo 2022

Ascolti tv 23 marzo 2022: Assassinio sull'Orient Express vs Le Iene

Fonte: Facebook profilo Le Iene

Belen Rodriguez e Teo Mammucari non sono gli stessi di Scherzi a Parte di tanti anni fa; il pubblico, insieme, non li vuole e sono inadatti e sprecati a lanciare servizi in 10 secondi. Nonché costosi. Mammuccari non può esprimersi e Belen non può fare Belen; in sintesi, entrambi si limitano e il disagio traspare. Ci sono pochi posti importanti in televisione e Le Iene era uno di questi ma è difficile comparare i nuovi conduttori ad Alessia Marcuzzi, vera conduttrice e non bella e basta, e a Nicola Savino, che prima che conduttore è un bravo autore. Insomma, già la copertina non va, ma il contenuto e pure peggio.

Servizi triti e ritriti, Antonino Monteleone che prova a riaprire casi con prove da bambino di cinque anni, finti buonismi e falsi moralismi fanno il resto. Nessuno ha detto all’ideatore Davide Parenti che il pubblico di Italia1 non è quello di Rai3 e che non ama il politicamente corretto? Probabilmente, Parenti vuole fare il rivoluzionario in una Italia1 che è ancora cartoni, telefilm, Cristina D’avena e puntate dei Simpson in loop. Pure l’ingresso di Barbara D’urso sta stonando. Il sensazionalismo spicciolo non abbindola gli over 35, due tette o labbra alla Rodriguez si trovano su internet e la simpatia di Mammucari è pari a quella della prima edizione de La Sai L’ultima? con Pippo Franco.

Pezzo (apparentemente) forte di quest’anno sono i monologhi, imbarazzantemente politically correct, fuori dalla realtà, che puntano a prendere pubblico giovane e gender fluid che, oltre che non guardare Italia1, fanno scappare lo zoccolo duro dei telespettatori. Risultato 1 milioni di telespettatori e il 7% di share; crollo storico, risultato minimo, riscontro negativo prevedibile. Pensavamo che con Madame Le Iene avessero toccato il fondo, tra relazioni dette-non dette con donne e una conduzione goffa e al limite dell’imbarazzante, invece Simone Marchetti, direttore di Vanity Fair, la quale posizione resterà la sua massima punta professionale a meno che amici lgtbq (o come si scrive) non gli troveranno un lavoro come giudice in qualche reality becero dove si parla di capelli, maschere di bellezza o trasformismo, ha dato il meglio di sé vestito con una magliettona da donna rossa con un fiocco, rifilandoci l’insopportabile mega pippone, in sintesi, che l’uomo si può vestire da donna e viceversa. Imbarazzo a casa, in studio, tra le famiglie tradizionali, tra quelle gay e tra le comunità lgtbq (o come si scrive).

È chiaro no, che qualcosa non va? O Mediaset cambia rotta, o tenere un programma costosissimo al 7% non vale più la pena. Programmi sono spariti per molto meno, Davide Parenti non è intoccabile e Italia1, dal pomeriggio in poi, avrebbe bisogno di un restyling, visti gli ascolti e i prodotti.

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