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#DIMALEINBINI. Altro che streaming! La tv generalista è più viva che mai

Da Rai a Mediaset, da La7 a Discovery, fino a Sky, la tv generalista sforna programmi, grandi ascolti e attrae investimenti

Di Stefano Bini

21 Febbraio 2022

Stefano Bini

La mia rubrica cambia casa e su Il Giornale d’Italia esordisco con un tema che mi sta molto a cuore: la televisione italiana.

Dal Festival di Sanremo, la tv generalista sembra ri-essere partita a molla, sia per quanto concerne le produzioni che gli ascolti. Pensiamo ai successi delle fiction di Rai1, dell’intrattenimento di Canale5, dei talk di Rete4 e La7, dei programmi d’approfondimento di Rai3, dei film di Italia1 e della sperimentazione dei gruppi Discovery e Sky. Con uno smacco ai dilaganti streaming, la televisione italiana sta vivendo una seconda vita; certo, il futuro è web e smartphone ma non è detto che questi non possano combaciare con il piccolo schermo, infatti programmi come Ballando con le Stelle, Grande Fratello Vip e Uomini e Donne sono i regnanti di internet per quanto concerne i contenuti tv. I giovani, su pc, tablet e smartphone guardano allo streaming con più interesse che alla tv ma se il piccolo schermo riesce a dare loro delle valide scelte, questi tornano senza esiti alla tv, spinti anche dalle abitudini dei genitori. Moltissimi programmi di Canale5 o Real Time catturano il pubblico giovane 15-34 anni, sintomo del fatto che, se stimolati, i giovani vengono; certo, essendo una fascia esigente e volentieri si estranea con lo streaming, sta alla tv dare loro sollecitazioni.

Se pensiamo alla sfida del sabato tra Maria De Filippi e Amadeus, a quella del giovedì tra Alfonso Signorini e Luca Argentero, al pomeriggio tra Uomini e Donne e Domani è un altro giorno, alla mattina tra Mattino5 e Uno Mattina, al preserale tra Flavio Insinna e Paolo Bonolis, all’access prime time tra Striscia la Notizia, Affari tuoi, Guess my age e Don’t forget the lyrics, il giro di ascolti, share, pubblicità e quindi investimenti è ancora impressionante, nonostante il moltiplicarsi della concorrenza streaming, la quale inizia a sentire i primi sintomi di stanchezza (Netflix docet). Come scritto qualche articolo fa, spesso ancora oggi Canale5 e Rai1 raccolgono insieme quasi il 50% della platea televisiva; risultati impressionanti, soprattutto per le concessionarie pubblicitarie. 

Restringimento intelligente dei costi, occhio al futuro senza dimenticare il passato, più autoproduzioni, investimenti mirati e linee editoriali ad hoc, sono concetti che fanno e faranno della televisione italiana ancora la più bella del mondo.

 

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