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Mauro Crippa, deus ex machina dell’informazione Mediaset

Pugno duro sul lavoro e “cuore d’oro” nella quotidianità, Crippa è capo dell’informazione del Biscione, il quale in vent’anni ha rivoluzionato il modo di fare, vivere e vedere le news in tv

Di Stefano Bini

09 Febbraio 2022

Mauro Crippa, deus ex machina dell’informazione Mediaset

Nel 1987 è responsabile dell’Ufficio stampa della Arnoldo Mondadori S.p.A. e nel 1994 entra nel Gruppo Fininvest con la carica di Direttore rapporti con la stampa; due anni dopo, è nominato Direttore Centrale Comunicazione del Gruppo Mediaset, a seguire arriva la carica di membro dei Consigli di Amministrazione di Mediaset spa, RTI spa, Società Europea Editrice, CFN (Class Financial Network), oltre ad essere Consigliere del Consiglio Generale di Confindustria Radio Television. Descritto da giornali, blog e addetti ai lavori come una persona schiva, forte e decisionista, chi lo conosce seriamente o lo ha visto in diverse occasioni sa che è una persona di grande vitalità, spirito e per niente attaccato a quel potere che, senza dubbio, si ritrova tra le mani. Incontra chi vuole, promuove i professionisti che hanno dato molto all’azienda, allontana quelli che pensa possano lederne l’immagine, ovvero è un notevole manager, competente e non poco aziendalista. Gestire una macchina informativa come quella del Biscione richiede esperienza, una forte conoscenza delle dinamiche aziendali e di comunicazione, come una forte dose di calma, tra delicati equilibri e mosse politiche.

Nel post-Dede Cavalleri, agli inizi degli anni 2000, Mauro Crippa ha preso in mano un settore news che di lì a poco sarebbe stato rivoluzionato dall’avvento di internet e dalla moltiplicazione dei canali, e quindi dell’offerta televisiva, con tutti i problemi che ne conseguiranno, dovuta all’avvento del digitale terrestre. Sotto di lui sono passati grandi Direttori quali Enrico Mentana, Carlo Rossella, Giovanni Toti, Mario Giordano e Andrea Pucci, mentre la creazione della testata Videonews ha permesso a Mediaset di attuare un’informazione mista all’intrattenimento, che ha fatto risparmiare milioni di euro all’azienda e l’ha catapultata verso il futuro. Tra molta sperimentazione e tanti investimenti, sono pochi i prodotti che sotto la direzione di Crippa sono finiti nel cestino, poiché quasi tutti sono parte tutt’oggi integrante del palinsesto di Cologno, con successo. Mattino Cinque in questa stagione è da record e veleggia oltre il 18% di share vincendo sulla concorrenza di Rai1, idem il raddoppio di Verissimo con Silvia Toffanin,  i talk di Rete4 condotti da Nicola Porro, Paolo Del Debbio, Mario Giordano, Giuseppe Brindisi, Gianluigi Nuzzi viaggiano tra il 4,5 e il 6,5%, programmi come Stasera Italia, Pomeriggio Cinque, Controcorrente Prima Serata e Tiki Taka reggono ai colpi dei competitors, i telegiornali sono una garanzia di efficienza e ascolti; da notare come il Tg5 mattina porti Canale5 a prima rete nazionale, l’edizione delle 12:25 di Studio Aperto renda Italia1 il secondo canale più visto in quella fascia e gli ascolti in salita del Tg4 sono di fronte agli occhi di tutti. Risaltati di non poco conto in mezzo ad un’offerta news, e non solo, affollatissima. Rete4 si accende a mezzogiorno con la prima edizione del telegiornale: Publitalia e idee permettendo, inserire un progetto d’informazione tra le 11 e le 12, che faccia da traino al Tg e sia da competitor per Rai1 e Rai2 (target simile), sarebbe cosa buona per svegliare prima la rete.

Non si può non ammettere che la “struttura news”, sotto l’egida di Mauro Crippa, viste anche le produzioni low cost che si rivelano fucine di ascolti, non abbia regalato a Mediaset una certa salvezza in periodi neri per la pubblicità e non solo; magari a discapito dell’intrattenimento puro, che di certo è più bello da vedere e suntuoso, ma che costa decine di volte di più e talvolta, con i tempi e i gusti che cambiano velocemente, è sempre più difficile da mettere in piedi.

 

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