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Nucleare in Italia, Cingolani continua a cambiare idea: è a favore o contro?

Il ministro della Transizione ecologica fatica a prendere una posizione chiara sul dossier nucleare, e confonde le acque ai vertici governativi

16 Settembre 2021

Cingolani

Cingolani sul nucleare

Il dossier del nucleare in Italia si infittisce, con le dichiarazioni confusionarie di Cingolani, che ha fatto marcia indietro rispetto alla proposta di apertura alla fonte di energia rinnovabile. Il ministro della Transizione ecologica si dice adesso contrario, affermando che in Italia "oggi non potremmo fare nulla". Allo stesso tempo però, condona e supporta un convegno a favore del nucleare. Un voltafaccia che non è passato inosservato ai due partiti della maggioranza, che sul tema del nucleare sono divisi, con il M5s completamente contrario e un Salvini favorevole a una centrale in Lombardia. Resta da chiedersi quanto la posizione ballerina di Cingolani non sia un modo per sviare l'attenzione dal recente annuncio del rincaro delle bollette elettriche, un tema che non è stato affrontato nel Cdm di oggi giovedì 16 settembre, ma che dovrà presto diventare al centro delle priorità del governo.

Nucleare in Italia, Cingolani continua a cambiare idea: è a favore o contro?

Che la maggioranza si divida su temi fondamentali per la politica del Paese è cosa normale. Meno comune è, invece, che un ministro a capo di un dipartimento importante come quello della Transizione ecologica esponga pareri discordanti e confonda le acque in merito a un dossier di sua competenza. Sembra invece questo l'atteggiamento adottato da Roberto Cingolani in merito al nucleare.

Il tema è tornato a essere caldo negli ultimi giorni, a fronte di una apparente apertura del ministro nei confronti della controversa modalità di energia rinnovabile. Cingolani si era detto aperto all'accogliere le nuove tecnologie moderne relative all'atomico anche per l'Italia, senza però dare indicazioni specifiche su come eventualmente implementarlo. La questione ha naturalmente diviso il vertice giallo-verde, preoccupando soprattutto il Movimento 5 Stelle. Pronto l'intervento di Giuseppe Conte che ha richiesto un colloquio con il ministro per chiedere chiarimenti in merito alla posizione fin troppo aperta di Cingolani. In quella occasione il ministro sembra avere rassicurato il M5s dando "garanzie che l'Italia non abbraccerà l'energia atomica".

Nucleare in Italia, Cingolani: "Oggi non potremmo farlo"

E anche oggi il ministro sembra confermare questa posizione, facendo completamente marcia indietro su quanto affermato precedentemente. "Oggi noi non potremmo fare nulla di nucleare, perché abbiamo un referendum che dice no alle vecchie tecnologie e quelle nuove al momento non ci sono ancora". Questo è quanto affermato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, sul nucleare in Italia.

La sua opinione ritorna in armonia con la linea politica seguita dal Movimento 5 Stelle, che negli scorsi giorni ha ribadito il no categorico al dossier sul nucleare. A tale proposito Giuseppe Conte aveva tenuto a sottolineare che gli italiani si erano già espressi sul tema con il referendum, e che dunque la decisione popolare relativa a una forma di energia così intrusiva e potenzialmente pericolosa come il nucleare andava rispettata. Provocatoriamente poi, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha invece palesato la sua posizione favorevole al nucleare in Italia, affermando assurdo che l'Italia sia l'unico paese del G8 a non aver progredito sul fronte energetico: "La Svezia di Greta ha 8 centrali", ha detto Salvini ai microfoni di Radio Rai.

Il M5s tira però un sospiro di sollievo e, per il momento, Cingolani sembra aver fatto marcia indietro.

Nucleare in Italia, Cingolani dice no, ma poi patrocina convegno a favore

Alle parole devono seguire i fatti. Roberto Cingolani tiene un piede in due scarpe e se da una parte rassicura Conte sul tema del nucleare in Italia, confermando che non sia possibile nel nostro paese, dall'altra però, patrocina un evento a favore dell'energia rinnovabile in questione.

L'Italia parteciperà infatti  a "Stand Up for Nuclear", un evento che si svolgerà in preparazione al vertice sul Clima previsto a Glasgow a inizio novembre. Il convegno è composto da una serie di incontri che si svolgeranno in 9 città italiane tra il 24 settembre e il 2 ottobre. Ma Cingolani non aveva appena detto di essere contrario al nucleare in Italia? Per il ministro, le due cose non sembrano essere in contrapposizione e a proposito del convegno che, come si legge nella locandina, è un "evento internazionale di sensibilizzazione sull'energia nucleare e sul suo ruolo quale fonte affidabile, pulita e sicura per la transizione energetica e per gli obiettivi europei di decarbonizzazione".

Nucleare in Italia, Cingolani confuso si difende: "non ho cambiato idea"

Nessun paradosso, secondo Cingolani, che oggi giovedì 16 settembre ha raccontato a Radio Anch'io: "Non ho cambiato idea. Io ho raccontato che oggi ci sono 4 paesi che stanno studiando sorgenti di energia alternative, i reattori di 4/a generazione. Ho detto che queste fonti non sono mature, che probabilmente nel prossimo decennio capiremo se sono convenienti e sicure. Qualora questo fosse verificato, sarebbe importante capire se possono essere usate". Una posizione di osservatore, dunque, che rimane sugli spalti a guardare lo sviluppo del dossier senza esporsi chiaramente. Cingolani sembra avere capito che una posizione aperta gli guadagnerà delle critiche e torna dunque a nascondersi. Per svincolarsi da polemiche poi, sottolinea che il focus sono le energie rinnovabili in generali, non solo il nucleare: "La cosa più importante - ha detto - è accelerare sull'installazione di rinnovabili, così ci sganciamo più rapidamente possibile dal costo del gas". E infine lancia l'appello: "Stimiamo che il Decreto Semplificazioni porti i giorni necessari per autorizzare un impianto per energia rinnovabile da 1200 giorni a circa 1/5".

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