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Sabbia siciliana per il Principato di Monaco? "No grazie", bye bye al progetto firmato Renzo Piano

Il Principato non ha più spazio e vuole allargarsi sul mare, ma per farlo ha bisogno della sabbia del Golfo di Termini Imerese: ecco perché

12 Agosto 2021

Sabbia siciliana per il Principato di Monaco: il progetto firmato Renzo Piano

Il Principato di Monaco vuole la sabbia siciliana per un nuovo quartiere. E non una sabbia qualunque, vuole quella del Golfo di Termini Imerese, nel Palermitano. Il progetto che indigna i siciliani, e non solo è stato firmato dal famoso architetto internazionale Renzo Piano. Si tratterebbe di un quartiere residenziale che punta all'innovazione e al lusso, nonché all'eco-sostenibilità. Ma a che cosa serve la sabbia siciliana?

Sabbia siciliana per il Principato di Monaco: il progetto firmato Renzo Piano

Ma perché al Principato di Monaco serve la sabbia della bella Sicilia per portare a termine l'ambizioso progetto di Renzo Piano? L'esigenza sarebbe quella di rimediare alla mancanza di terreno edificabile: il progetto prevede l'espansione di Montecarlo all'interno delle acqua costiere. Ma, e qui viene l'inghippo, tutto ciò non si può realizzare senza 700mila metri cubi di sabbia di cui il Principato non dispone. Per darvi un'idea 700mila metri cubi di sabbia corrispondono a circa quattro volte il Colosseo. Il Principato di Monaco da anni ha ormai esaurito lo spazio edificabile all’intero del suo territorio, per questo motivo ha deciso di avviare la costruzione di questo nuovo quartiere, sottraendo territorio al mare. Una zona che si chiamerà Portier Cove e che sarà adibita a scopo residenziale. Prevista anche la realizzazione di un parco di un ettaro, parcheggi per le auto e un lungomare turistico. 

Ecco dunque da dove deriva la pazza richiesta del Principato: trasportare la sabbia necessaria dal Golfo di Termini Imerese. La proposta è stata portata all'azienda Arenaria. La Arenaria ha da tempo in concessione due tratti di mare al largo delle coste italiane, oltre a quello di Termini Imerese ne ha un altro lungo le coste marchigiane nell’Adriatico, dai quali, come si legge nel sito, ricavano sabbia idonea ai rifacimenti costieri. La cosa incredibile è che l'accordo ormai sembrava cosa fatta, ma, qualche anno fa, l'Assessorato regionale al territorio, recuperato il senno, ha fatto un passo indietro. Spostare la sabbia da Golfo di Termini Imerese potrebbe avere terribili conseguenze sull'ambiente e sull'ecosistema marino.

Sabbia siciliana per il Principato di Monaco: il 'no' al progetto

Le due parti in causa si sono a lungo confrontate in una battaglia legale. Alla fine il Consiglio di giustizia amministrativa ha respinto il ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana proposto dalla società Arenaria s.r.l. con sede in Bologna contro l'Assessorato regionale al territorio e ambiente. La sabbia del Golfo di Termini Imerese, nel palermitano, resterà al suo posto e non sarà più portata nel Principato di Monaco per costruire un nuovo quartiere residenziale. 

"La concessione prevede che la società concessionaria debba presentare dichiarazioni dell’utilizzo della sabbia prelevata, ai fini delle determinazioni delle relative misure del canone, ma non prevede vincoli di destinazione per il suo utilizzo - si legge nel parere del Cga Sicilia - Precisa che detta concessione non prevede che l’utilizzo debba essere finalizzato prioritariamente al ripascimento delle coste regionali".

"Il Collegio rileva che la Conferenza di Servizi conclusiva del 13 agosto 2019 si è determinata negativamente anche alla luce dei pareri non favorevoli, espressi ai sensi dell’art. 109 del decreto legislativo n. 152/2006, dalla Capitaneria di Porto di Palermo, dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Termini Imerese e dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Porticello in merito alla valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili nell’area oggetto di escavo, ai sensi del decreto legislativo n. 81/2008, e ai fini della sicurezza della navigazione - si legge ancora nel provvedimento -Sulla base dei superiori richiami, il Collegio osserva che la scelta operata dalla citata Conferenza di Servizi è stata frutto di una valutazione altamente discrezionale, effettuata, secondo ragionevolezza ed in ossequio anche al principio di precauzione, nel pieno rispetto della normativa vigente e sulla base di accurate considerazioni tecniche, assolutamente corrette sia dal punto di vista metodologico che fattuale".

E conclude: "Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, disposta la riunione dei due procedimenti, esprime il parere che il ricorso, in parte inammissibile, debba essere respinto". 

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