Vaccino Covid a mRNA, tra gli effetti avversi fuoco di Sant'Antonio, eruzioni orticarioidi, lesioni vescicolari e vasculiti - Lo STUDIO di Yamamoto

Lo studio evidenzia anche altri effetti avversi quali reazioni nel sito di iniezione, rash cutanei e riattivazioni di herpesvirus oltre che a perdita di capelli e udito, vertigini, endometriosi, malattie gengivali e verruche riscontrati in altre ricerche

Nel dibattito scientifico sui possibili effetti dei vaccini Covid a mRNA, nuovi dati suggeriscono una correlazione tra la riattivazione del Fuoco di Sant’Antonio e la presenza della proteina Spike codificata dall’mRNA del vaccino, rilevata nelle lesioni cutanee di un paziente analizzato nello studio firmato da Yamamoto. La ricerca si inserisce in un filone più ampio che ha segnalato diversi effetti avversi e collaterali associati alla vaccinazione, tra cui eventi trombotici, cancro e turbocancro, miocarditi e pericarditi, disturbi neurologici, reazioni immunitarie importanti, complicanze oculari, reazioni nel sito di iniezione, eruzioni orticarioidi, rash cutanei, lesioni vescicolari, vasculiti e riattivazioni di herpesvirus. 

Vaccino Covid a mRNA, tra gli effetti avversi Fuoco di Sant'Antonio, eruzioni orticarioidi, lesioni vescicolari e vasculiti - Lo STUDIO di Yamamoto

Lo studio ha analizzato il caso di un paziente che ha sviluppato lesioni cutanee persistenti dopo la somministrazione del vaccino mRNA BNT162b2, con manifestazioni durate oltre tre mesi. Attraverso analisi immunoistochimiche e test PCR è stata confermata un’infezione da virus varicella zoster, responsabile dell’herpes zoster noto come Fuoco di Sant’Antonio. Nelle cellule cutanee interessate dalle lesioni sarebbe stata individuata anche la proteina Spike codificata dall’mRNA del vaccino, presente nei cheratinociti delle vescicole e nelle cellule endoteliali dei vasi sanguigni del derma. Secondo gli autori, questo dato suggerirebbe una possibile associazione tra l’espressione della proteina e la riattivazione del virus latente, anche se il ruolo patogeno diretto non è stato dimostrato. Lo studio ipotizza che la vaccinazione mRNA potrebbe alterare temporaneamente l’equilibrio del sistema immunitario, favorendo condizioni di immunosoppressione cellulare che consentirebbero la riattivazione del virus. 

Il paziente analizzato, un uomo di 64 anni in terapia immunosoppressiva per artrite reumatoide, ha sviluppato eruzioni cutanee dolorose pochi giorni dopo la prima dose del vaccino, con peggioramento successivo alla seconda somministrazione. Gli esami hanno evidenziato vescicole, noduli necrotici e segni di vasculite con microtrombi e infiammazione dei vasi sanguigni. Nel corso della malattia sono emerse manifestazioni atipiche, tra cui infezione persistente multidermatomica, vasculite necrotizzante e lesioni simili a tromboflebiti. La presenza della proteina spike nelle cellule cutanee colpite non era stata descritta in precedenza in questo tipo di lesioni, elemento che ha spinto gli autori a ipotizzare un possibile coinvolgimento nei processi immunitari osservati.

Fin dall’inizio della campagna vaccinale contro il Covid sono state segnalate diverse reazioni avverse, tra cui reazioni nel sito di iniezione, eruzioni orticarioidi, rash cutanei, lesioni vescicolari, vasculiti, riattivazioni di herpesvirus, perdita di capelli e udito, vertigini, endometriosi, malattie gengivali e verruche.

La riattivazione del virus varicella zoster risulta tra le manifestazioni più frequentemente riportate in alcuni studi, in particolare nei soggetti con condizioni di fragilità immunitaria.