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Mascherine a scuola, Bassetti: "Decisione senza fondamento scientifico"

L'infettivologo del Policlinico San Martino di Genova si scaglia contro la decisione del governo: "Eresia, siamo l'unico Paese europeo ancora con l'obbligo"

17 Maggio 2022

Matteo Bassetti, 2022

Matteo Bassetti, 2022 (fonte: Lapresse)

Matteo Bassetti si scaglia contro la decisione di mantenere l'obbligo di mascherine a scuola fino al termine dell'anno scolastico: "Decisione senza fondamento scientifico". L'infettivologo del Policlinico San Martino di Genova non condivide per niente la decisione del governo Draghi, che ha esteso l'obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale fino al 15 giugno, giorno in cui si chiuderà l'anno scolastico. Secondo l'esperto "non è possibile stabilire se questi dispositivi di protezione abbiano effettivamente ridotto la trasmissione del virus". Bassetti sottolinea come questa decisione sia un unicum tutto italiano e soprattutto che non è basata su "nessuna evidenza scientifica". Secondo le nuove regole, in vigore dallo scorso primo maggio, tutti gli studenti dai 6 anni in su sono tenuti a indossare una mascherina chirurgica o Ffp2, così come il personale scolastico o chiunque entri in un edificio scolastico. 

Mascherine a scuola, Bassetti: "Decisione senza fondamento scientifico"

"Chi afferma che è la scienza a dire che serve l'obbligo della mascherina a scuola dice un'eresia: nessuno studio ha affermato che le mascherine da sole hanno ridotto la trasmissione", spiega in termini perentori Bassetti. Dichiarazioni senza tema di smentita, visto che l'atteggiamento prudente dell'esecutivo sembra più dettato da ragioni politiche che non sanitarie. Le evidenze che spingono in questa direzione sono diverse.

Innanzitutto il fatto che nessun Paese europeo prevede l'obbligo di protezione individuale a scuola: se fosse una misura realmente necessaria e determinante nel contrastare il contagio, il buonsenso suggerirebbe anche agli altri governi di adottarla. Ma ad oggi non è così. In più, è lo stesso ministero della Salute a ignorare il rapporto rischi/benefici a supporto delle mascherine in classe. A dimostrarlo, una lettera firmata dal direttore generale del ministero, Giovanni Rezza, in risposta alla richiesta di specifica documentazione sul tema. Nell'atto si legge: "questa amministrazione non è in possesso della documentazione richiesta". 

L'infettivologo contro l'obbligo: "Italia unico Paese europeo"

"E' giusto portare avanti un obbligo quando siamo sicuri che ci sia una efficacia nel ridurre la trasmissione. Ma non è questo il caso", ribadisce ancora l'esperto, che chiarisce poi come la discussione su questo tema vada oltre la polemica tra le due fazioni, quella dei "sì mask" e quella dei "no mask": "Avendo levato l'obbligo della mascherina per molte attività è davvero fuori dal tempo dire che a scuola servono".

Forse con qualche settimana di ritardo anche il governo se ne sta rendendo conto. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa lascia un po' di speranza quando si augura che "si possa aprire una riflessione" sul tema. "Sono convinto che soprattutto durante le lezioni, quando i nostri ragazzi e i nostri bambini sono seduti al proprio posto, si possano togliere le mascherine", ha detto ospite di SkyTg24. Verrebbe da chiedersi, allora, perché esista ancora l'obbligo. 

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