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Covid, Crisanti: "Ci sono vaccinati non protetti. Sul Green pass poca trasparenza"

Il dottor Andrea Crisanti: "Non si può imporre a 50 milioni di persone di fare la quarta o la quinta dose""

14 Gennaio 2022

Covid, Crisanti: "Ci sono vaccinati non protetti. Sul Green pass nessuna trasparenza"

Fonte: lapresse.it

"La politica sanitaria" per contrastare il Covid-19 in Italia "deve basarsi sui protetti, non sui vaccinati. Ci sono persone che si sono infettate e sono protette. E ci sono persone vaccinate che non sono protette". Così parla oggi, venerdì 14 gennaio 22, il dottor Andrea Crisanti. Sul Green pass invece "non c'è stata tutta questa trasparenza. C'è stato detto che creava ambienti sicuri, è una bufala pazzesca e i casi lo dimostrano".

Vaccino Covid, Crisanti: "Non si può imporre alle persone di fare la quarta o la quinta dose"

In Italia "non c'è stata tutta questa trasparenza. C'è stato detto che il Green pass creava ambienti sicuri, è una bufala pazzesca e i casi lo dimostrano. C'è stato detto che serviva l'obbligo per gli over 50: un conto è stabilire l'obbligo per mettere il paese in futuro e un conto è obbligare 1 milione di non vaccinati per bloccare l'ondata in corso. Io sono sempre stato favorevole per l'obbligo vaccinale per tutti, ma avrei detto chiaro e tondo: 'Facciamo l'obbligo vaccinale che è una cosa giusta, ma tenete presente che non avrà impatto sull'epidemia in corso perché il virus si moltiplica a livello esponenziale e ci vogliono mesi per vaccinare tutti'. Questa è trasparenza", commenta il dottore.

Andrea Crisanti dice poi la sua sulle possibili altri dosi booster. "Non si può imporre a 50 milioni di persone di fare la quarta o la quinta vaccinazione, deve esserci una strategia. Non c'è un sistema sanitario in grado di sostenere poi lo sforzo di vaccinare 50 milioni di persone ogni 4 mesi". E ancora: "Questi vaccini - spiega- sono stati un contributo fenomenale per bloccare l'epidemia e consentirci di condurre una vita normale. I limiti mostrati da questi vaccini sottolineano l'urgenza di cambiare strategia a medio termine: bisogna investire e sviluppare vaccini che abbiano una durata maggiore, costino meno e abbiano una proprietà intellettuale che appartenga agli stati. Non possono esserci differenze tra i paesi come quelle attuali, che sono inaccettabili", conclude infine. 

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