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Terza dose, arrivano rassicurazioni dall'OMS: "Nessun rischio con anticipo"

Anticipare la terza dose non è rischioso. Per rassicurare i cittadini italiani parlano gli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

19 Novembre 2021

Arrivano conferme da esperti dell'OMS sulla sicurezza della terza dose. Lo scetticismo è già troppo alto nei confronti del vaccino, a maggior ragione la paura della terza dose diventa sempre più concreta. Questi rischi teorici legati alla terza dose sono però stati finalmente smentiti.

Terza dose vaccino, over 40 dal 22 novembre



Circolare del commissario straordinario all'emergenza Coronavirus Figliuolo alle Regioni e province autonome

Dall'OMS rassicurano sulla terza dose: anticiparla non è rischioso

Il governo da giorni sta studiando un piano per frenare la rapida impennata dei contagi di Covid-19. Tra le ipotesi messe sui tavoli istituzionali, oltre a ridurre la durata del Green pass, vi è l'anticipazione di un mese della terza dose. La campagna per la dose "Booster" aveva come data d'inizio prevista gennaio 2022, per far si che continuasse la sperimentazione. In barba a tutti gli scettici e ad agevolare le possibili decisioni del governo arrivano gli esperti dell'OMS. A parlare ai microfoni dell'Adnkronos è Aureliano Stingi, ricercatore in Biologia molecolare e Oncologia genetica e "fact checker" contro le fake news dell'OMS.

Il ricercatore Stingi fa il punto sulla sicurezza della terza dose

Quanto segue è una parte dell'intervista ad Aureliano Stingi: "E' meglio "rischiare" di vaccinare uno con il titolo alto che non vaccinare uno con il titolo basso, quindi sì all'anticipo della terza dose". Stingi è molto ottimista a riguardo e si è lasciato andare anche ad un commento in riferimento ai tempi di somministrazione tra la prima e la seconda dose, dove ognuno ha fatto ciò che voleva. "Dalla mia conoscenza della letteratura a livello immunologico non cambia nulla ma non devo stabilirlo io. E' però come spostare la prima e seconda dose, ognuno ha fatto come voleva e bene o male siamo arrivati tutti allo stesso punto". Sull'idea, già proposta anche dal governo di ridurre da 6 a 5 mesi il tempo di somministrazione della dose "Booster", Stingi si è espresso dicendo che "trenta giorni a livello immunologico sono nulla, il corpo non se ne rende conto".

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