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Terza dose vaccino Covid, serve davvero? L'Oms stessa dice no e critica chi la sceglie

Via libera alla terza dose in Francia, Germania, Gb e Usa. Ma l'Oms non è d'accordo: "La priorità è proteggere tutti"

19 Agosto 2021

Vaccino Covid, terza dose serve davvero? Ecco quello che sappiamo

Vaccino Covid (fonte foto Lapresse)

Ancora poche certezze sull'eventuale introduzione della terza dose di vaccino contro il Covid e pareri discordanti in diverse parti del mondo. Mentre risalgono i contagi e i casi di variante Delta in tutto il mondo, medici ed esperti tornano a parlare di terza dose di vaccino anti-Covid. In Italia la decisione sull'ulteriore ed eventuale somministrazione del farmaco contro il Coronavirus non è ancora stata presa, anche se si vocifera di una eventuale piano per ottobre. In altri Paesi come come Stati Uniti e Israele invece è già stato annunciato il richiamo per tutti i vaccinati a partire da settembre. Ma serve davvero la terza dose? I dubbi arrivano niente meno che dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che mette in guardia sul rischio di trascurare chi ha davvero bisogno dell'iniezione di vaccino. Secondo l'Oms, togliendo dosi ai non vaccinati si alimenterebbe il rischio di nuove varianti. La priorità è dunque "proteggere tutti". 

Terza dose vaccino Covid, ce n'è davvero bisogno? I dubbi e le critiche dall'Oms stessa

L'idea di somministrare una terza dose di vaccino contro il Covid arriva alla luce della diffusione della variante Delta. "I dati disponibili mostrano chiaramente che la protezione contro l'infezione da coronavirus diminuisce con il tempo e, in coincidenza con la variante Delta, si inizia a vedere una protezione ridotta contro la malattia in forma moderata e lieve", dicono le autorità sanitarie statunitensi. "Abbiamo concluso che un richiamo sia necessario", annunciano ancora. Per gli americani infatti, l'iniezione - con Pfizer o Moderna - avverrà otto mesi dopo la seconda dose. Stesso discorso anche per Israele che inizialmente aveva limitato il richiamo agli over 60, ma, in un secondo momento, il Naftali Bennett ha aperto anche agli over 50 vaccinati da almeno cinque mesi. Ora si discute se abbassare agli over 40.

Non è d'accordo l'Organizzazione mondiale della sanità, che nelle vesti del chief scientist Soumya Swaminathan ha messo in guardia contro gli effetti collaterali sociali dannosi dell'introduzione di una terza dose in questa fase. Durante una conferenza stampa il 19 agosto ha dichiarato: "Al momento i dati non indicano il bisogno di una terza dose". La priorità infatti sarebbe aumentare la copertura vaccinale nei Paesi che ancora hanno scarso (o nullo) accesso ai vaccini. Secondo l'esperta, l'opzione booster è un privilegio dei Paesi che già hanno una campagna vaccinale ben avviata. Ma non solo, introdurre un piano di terza dose come sta considerando di fare l'Italia potrebbe essere controproducente. Come dichiarato dalla scienziata: "Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perchè non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l'emergere di nuove varianti"

Terza dose vaccino Covid, quali sono i Paesi che la adotteranno

Immuni alle critiche Israele e Stati Uniti. Questi ultimi in particolare, dopo il via libera della Fda per la sicurezza della terza somministrazione, pianificano di cominciare a inserirla nel piano vaccinale da settembre. In Europa invece, anche la Francia procederà, nelle prossime settimane, a somministrare la terza dose ai soggetti più a rischio. Lo annuncia il portavoce del governo Gabriel Attal. Lo stesso vale per la Germania, che offrirà agli anziani e alle persone fragili il richiamo con Pfizer, Moderna, AstraZeneca, ma anche Johnson&Johnson. Quest'ultimo vaccino, fino a poco fa, prevedeva una sola somministrazione ma ora, alla luce delle ultime decisioni dei vertici di Governo tedeschi, le dosi diventeranno due. Via libera per un'altra dose di vaccino anche nel Regno Unito.

In Italia invece ancora tanta confusione. Mentre le Regioni cercano di adattarsi alle nuove misure relative al Green Pass e alle multe da capogiro che stanno mettendo in ginocchio i settori già in crisi per colpa delle restrizioni, la posizione in merito alla terza dose rimane quella offuscata. Si considera però, come accaduto negli Stati Uniti, di introdurre la terza dose del vaccino Covid per i soggetti immunodepressi, ovvero i più fragili tra i cittadini. Lo conferma il membro del Cts e immunologo dell'Università di Milano Sergio Abrignani, che ha detto: "Potrebbe servire a dare un boost, un potenziamento della risposta immunitaria, a chi ha già chiuso il ciclo". Tuttavia, se le varianti dovessero "prendere il sopravvento, allora sarà necessario fare un richiamo con un vaccino diverso, quindi non con il booster". Ancora poche certezze  tra booster e nuovo vaccino, ma in molti continuano a chiedersi quale sia la soluzione giusta, considerato che gli esperti del Cdc hanno di recente confermato un calo dell'efficacia delle dosi con il passare dei mesi.

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