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Green Pass, Costa: "Verso una gradualità. Dipenderà dalla situazione nelle Regioni"

"Se una Regione ha criticità maggiori, piuttosto che chiudere si applica il Green pass più restrittivo": ecco le parole del sottosegretario alla Salute Andrea Costa

19 Luglio 2021

Green Pass, Costa: "Verso la gradualità. Dipende da situazione nelle Regioni"

(fonte Facebook Andrea Costa)

"Rispetto all'estensione del Green pass, l'idea è quella di pensare a una modulazione e gradualità a seconda del quadro della Regione. Se c'è una situazione che peggiora, automaticamente ci può essere un'applicazione più ampia del Green pass". Così parla il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, il quale entra a pieno nel dibattito di questi giorni sulla certificazione verde in Italia. Intanto arrivano buone notizie dalla campagna vaccinale: oggi sono 27.120.766 le persone che nel nostro Paese hanno completato il ciclo vaccinale. Un italiano adulto su 2 è quindi immunizzato al Covid-19. 

Green Pass, Costa: "Verso la gradualità. Dipende da situazione nelle Regioni"

L'idea di agire con gradualità a seconda della situazione nelle Regioni italiane è, secondo Andrea Costa, "un ragionamento di buon senso". Infatti il sottosegretario alla Salute spiega: "Se una Regione rimane bianca ci può essere un tipo di utilizzo di Green pass, ma se una Regione ha criticità maggiori, piuttosto che chiudere si applica il Green pass più restrittivo".
 
"La modifica dei parametri - annuncia ancora Costa - verrà fatta entro questa settimana e prima di venerdì, in modo che venerdì, quando decideremo i colori per le Regioni, lo faremo già con i nuovi parametri. La decisione sarà presa in Cdm, probabilmente mercoledì o giovedì", dice il sottosegretario alla Salute, aggiungendo che "si darà molto più peso agli ospedalizzati e alle terapie intensive".

Intanto a parlare del Green pass è anche il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. Sulla certificazione verde che potrebbe ben presto diventare obbligatoria anche in Italia "è inutile creare confusione", perché gli allarmismi "sono dannosi per i cittadini, il turismo e per tutta l'economia nel suo complesso". Secondo il ministro dunque non serve fare alcun terrorismo mediatico, politico o sociale sul lasciapassare in quanto esso "ha senso solo per entrare in discoteca od allo stadio o per partecipare a grandi eventi, che prevedono una grande affluenza di pubblico".

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