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Vaccino Covid, Il ministro Bianchi ha ragione: "Niente obbligo per gli insegnanti"

Il ministro dell'Istruzione: "Io non sono Harry Potter, mi sto battendo per tornare in presenza, ma Cts ci dica se c'è copertura dei vaccini"

08 Luglio 2021

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Patrizio Bianchi (fonte foto Lapresse)

Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha parlato del ritorno a scuola a settembre, quando potrebbe presentarsi una nuova emergenza di contagi da Covid 19. "La sto facendo la battaglia per tornare in presenza a settembre, è quella che faccio giorno e notte da quando sono arrivato", inizia il Ministro." Ognuno qua ha una responsabilità. Il Cts non è Voldemort e io non sono Harry Potter. Loro stanno facendo analisi, ma ci sono responsabilità diverse che bisogna assumersi. Mi impegno in questa battaglia: io la faccio ma dico anche a tutti facciamola insieme". Il Ministro dell'istruzione ha parlato a Repubblica delle Idee strepita.

Vaccino Covid, Il ministro Bianchi ha ragione: "Niente obbligo per gli insegnanti"

"Il Cts fa le sue affermazioni, loro ci dicono che ci sono ancora dei problemi sanitari e ci devono dire loro cosa succede se ci sono certi livelli di copertura vaccinale", continua il Ministro. Poi, sull'obbligo vaccinale per il personale scolastico, Bianchi finalmente ne dice una giusta: "Allo stato attuale non c'è nessuna ipotesi di obbligo. Non abbiamo in mente di farlo, però c'è un fortissimo appello alla solidarietà collettiva. Facciamo oggi un appello perché tutti si possano vaccinare proprio nel senso di una solidarietà collettiva".

 "In questi mesi ci sono state tante cose belle", spiega ancora Bianchi provando a dare messaggi positivi (non come fanno Speranza e Galli, per intenderci). "Dobbiamo scambiare di più le esperienze, dobbiamo scambiarle e farle diventare patrimonio di tutti. Ci sono esperienze bellissime, vanno fatti scambi in tutto il paese, il tema della ricucitura del paese è il principale. Serve una scuola affettuosa, ma per questo non bastano i computer occorrono le persone. Bisogna investire in formazione".

Bianchi dice anche - e finalmente - che non è solo la Salute a essere un diritto, ma anche l'Istruzione: "Io non prometto di impegnarmi nella battaglia per la scuola in presenza: io la battaglia la sto già facendo. Facciamola pero tutti insieme, serve responsabilità". E ancora: "La scuola, in quanto luogo in cui si cresce, deve essere in presenza. Ma dobbiamo impegnarci tutti. Tornare alla normalità? Io dico sempre: non quella di prima. In quella di prima della pandemia un ragazzo su 3 si perdeva. Da questa fase si esce innovando profondamente, e per farlo occorre occuparsi anche di quella parte del Paese che non è Bologna". Infine: "Sto lavorando giorno e notte, facciamolo insieme. La scuola deve tornare in presenza, deve essere molto più aperta di quella prima, deve essere una scuola di affetti. Dobbiamo educare agli affetti, e in questo ricade anche il sesso, fa parte della nostra vita".

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