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Vaccino Covid, infettivologo Vella: 'Come in guerra, frazionare dosi'

"Bisogna capire chi vaccinare per primo": le parole del docente di Salute Globale all'università Cattolica di Roma.

25 Febbraio 2021

Vaccino Covid

Vaccino Covid (fonte foto Lapresse)

Oggi, in Italia, "non ce la facciamo a fare 60 milioni di vaccini anti covid, non abbiamo la quantità di vaccini per immunizzare tutti gli italiani quindi, come avviene in guerra, occorre frazionare e dobbiamo essere veloci nel vaccinare ora i pazienti fragili e gli oncologici. Vanno protette le categorie a rischio". Così parla l'infettivologo Stefano Vella, docente di Salute Globale all'università Cattolica di Roma, intervenuto al programma 'Agorà' su Rai 3.

"Dobbiamo dire chi è che deve essere vaccinato per primo. Poi dobbiamo prendere tutte quelle persone che non sono anziane ma sono fragili, per esempio gli oncologici" aggiunge l'esperto, secondo il quale "la capacità di produrre vaccini di questa raffinatezza anche in Italia possiamo metterla su, ne siamo capaci, ma ci vuole tempo".

"Parliamo non di farmaci chimici ma biologici per produrli servono macchinari molto complessi" avvisa Vella. "Non è nemmeno un problema di brevetti, quelli si possono 'passare' come avvenne per l'Aids". Infine, conclude Vella "la strada per adesso è quella degli accordi come quello stretto tra la Pfizer e altre grandi industrie, in grado di provvedere alla produzione".

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