Forza Italia, dopo Pasqua incontro Marina Berlusconi-Tajani per sostituzione Barelli, in pole Bergamini, poi Cattaneo e Mulè

Una larga parte dei deputati di FI — 28 su 54 — spinge per un cambio alla guida del gruppo, chiedendo un passo indietro di Paolo Barelli. Il nome di Deborah Bergamini resta il più accreditato per una possibile sostituzione, ma non mancano alternative come Alessandro Cattaneo e Giorgio Mulè

Dopo Pasqua sarebbe previsto un incontro tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani per affrontare i nodi interni di Forza Italia, a partire dalla possibile sostituzione del capogruppo alla Camera Paolo Barelli. Un faccia a faccia atteso che potrebbe ridefinire gli equilibri del partito azzurro. In pole per il ruolo ci sarebbe Deborah Bergamini, figura stimata dalla famiglia del fondatore. Restano però in campo anche i nomi di Alessandro Cattaneo e Giorgio Mulè. Sullo sfondo tensioni crescenti, con anche Tajani in bilico, mentre Marina prepara la discesa in campo, prevista per ottobre come anticipato dal Giornale d’Italia.

Forza Italia, dopo Pasqua incontro Marina Berlusconi-Tajani per sostituzione Barelli, in pole Bergamini, poi Cattaneo e Mulè

"È chiaro che quando c’è un risultato negativo, ci sono dei contraccolpi...": Antonio Tajani non nasconde le difficoltà del momento. Il riferimento è alla fase del governo e alle tensioni seguite agli ultimi passaggi politici, ma il vicepremier, intervenuto in videocollegamento con Bruno Vespa dalla masseria di Manduria, ha voluto escludere scenari immediati di crisi, chiarendo che il voto anticipato "non è in agenda".

Le turbolenze più forti, però, si registrano dentro il partito. Il tanto atteso incontro con Marina Berlusconi, dato inizialmente per imminente, è stato smentito da fonti vicine alla famiglia: nessun appuntamento fissato, almeno per ora. Sarebbe previsto per dopo Pasqua. Eppure è proprio quel confronto diretto che potrebbe sciogliere i nodi politici e personali che stanno emergendo con sempre maggiore evidenza.

Nel frattempo, secondo rumors raccolti dal Giornale d'Italia, Marina Berlusconi starebbe lavorando in prospettiva, preparando il terreno per una possibile discesa in campo prevista per ottobre 2026.

Il primo segnale concreto di tensione si è avuto al Senato, dopo la sconfitta sul referendum relativo alla riforma della giustizia. In quell’occasione, quattordici senatori hanno chiesto le dimissioni del capogruppo Maurizio Gasparri, figura storicamente vicina a Tajani. Una mossa che avrebbe ricevuto l’avallo della stessa Marina Berlusconi e che ha portato all’elezione di Stefania Craxi.

Alla Camera la situazione è altrettanto delicata. Una larga parte dei deputati — ventotto su cinquantaquattro — spinge per un cambio alla guida del gruppo, chiedendo un passo indietro di Paolo Barelli. Il nome di Deborah Bergamini resta il più accreditato per una possibile sostituzione, ma non mancano alternative come Alessandro Cattaneo e Giorgio Mulè.

Se a Palazzo Madama il cambio è stato rapido, a Montecitorio tutto è ancora fermo. Tajani e i suoi stanno cercando di mantenere un equilibrio e riaprire il dialogo con la presidente di Fininvest, ma la trattativa appare complessa. Il rinvio dell’incontro conferma che servirà tempo: difficilmente avverrà prima di due settimane, comunque dopo Pasqua.

Tra i dossier più delicati c’è anche quello dei congressi di partito. Alcuni ipotizzano un accordo per rinviarli senza ulteriori scossoni nell’organigramma, mentre altri ritengono più probabile che proprio dopo Pasqua possa arrivare anche il cambio alla Camera.

In questo quadro, non è escluso che Tajani scelga una linea meno rigida rispetto ai giorni scorsi, quando aveva evocato persino l’ipotesi di dimissioni. Una partita che si intreccia con quella delle nomine, attualmente nelle mani del capogruppo di Montecitorio.

Secondo diverse indiscrezioni, Barelli starebbe gestendo queste scelte senza un confronto diretto né con Gianni Letta né con Marina Berlusconi. In particolare, l’indicazione di Stefano Cuzzilla per un ruolo in Leonardo avrebbe suscitato perplessità nell’area milanese. Un ulteriore elemento di frizione che contribuisce ad appesantire il clima interno, rendendo sempre più incerto il futuro prossimo di Forza Italia.