Ddl immigrazione, ok CdM: interdizione acqua italiane fino a 6 mesi, blocco navale, migranti verso Paesi terzi e confisca imbarcazioni
Approvato il ddl migranti per attuare il Patto Ue: interdizione delle acque fino a sei mesi, multe e confische, più espulsioni e requisiti più rigidi per la protezione complementare
Il disegno di legge sull'immigrazione è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Al suo interno, una serie di norme che recepiscono le linee guida del Patto europeo su migrazione e asilo. Diverse le novità sulla questione migratoria, tutte più stringenti: interdizione delle acque italiane fino a 6 mesi, blocco navale, la possibilità di trasferire migranti verso Paesi terzi, multe salatissime e confisca di imbarcazioni per i trasgressori.
Ddl immigrazione, ok CdM: interdizione acqua italiane fino a 6 mesi, blocco navale, migranti verso Paesi terzi e confisca imbarcazioni
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge per l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo, segnando un nuovo giro di vite nella gestione dei flussi migratori. Il provvedimento, composto da 17 articoli, conferisce al governo una delega ampia per adeguare l’ordinamento italiano alle nuove direttive e ai regolamenti Ue in materia di accoglienza, procedure d’asilo, rimpatri, gestione delle crisi, controlli alle frontiere esterne ed Eurodac. Palazzo Chigi chiede ora al Parlamento una rapida calendarizzazione.
Tra le misure più rilevanti c’è la possibilità di interdire temporaneamente l’attraversamento delle acque territoriali italiane in caso di “minaccia grave” per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. L’interdizione, disposta con delibera del CdM su proposta del ministro dell’Interno, potrà durare fino a 30 giorni, prorogabili fino a un massimo di sei mesi. Le ipotesi includono rischio di terrorismo, pressione migratoria eccezionale, emergenze sanitarie internazionali ed eventi di alto livello che richiedano misure straordinarie di sicurezza. Chi viola il divieto rischia multe fino a 50 mila euro e, in caso di reiterazione, la confisca dell’imbarcazione.
Il ddl prevede inoltre che i migranti intercettati possano essere condotti non solo nel Paese di origine o di partenza, ma anche in Paesi terzi con cui l’Italia abbia stipulato accordi per accoglienza o trattenimento, con il coinvolgimento di organizzazioni internazionali, anche in vista del rimpatrio.
Sul fronte giudiziario, il testo amplia i casi di espulsione disposta dal giudice con sentenza di condanna per gravi reati: dalla violenza e minaccia a pubblico ufficiale ai delitti contro l’ordine pubblico, la persona, la famiglia e il patrimonio, fino alla partecipazione a rivolte nei Cpr o nei punti di crisi. Viene inoltre stabilita una procedura accelerata per l’espulsione degli stranieri detenuti, con priorità su altri provvedimenti.
Stretta anche sulla cosiddetta protezione complementare. Per ottenerla saranno necessari, in modo cumulativo, almeno cinque anni di soggiorno regolare, la conoscenza certificata della lingua italiana a livello B1, un alloggio idoneo e una disponibilità economica adeguata. La misura sarà comunque negata a chi rappresenti una minaccia per la sicurezza.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato il provvedimento come parte degli impegni di governo, chiedendo alle forze politiche di sostenerlo “senza ostacoli ideologici” per rafforzare sicurezza e controllo dei confini.