Addio di Vannacci alla Lega, il Generale contro Salvini: “Matteo parla tanto, poi china il capo e si mette in posizione prona”
Da Bologna Vannacci risponde duramente alle accuse arrivate nelle scorse ore dal leader del Carroccio. “Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti. Ma poi allo stato dei fatti, quando si tratta di votarli, va in un'altra direzione”
Dopo l’addio di Vannacci alla Lega, il Generale risponde agli attacchi di Salvini. Infatti, il fondatore di “Futuro Nazionale” ha detto: “Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti. Ma poi allo stato dei fatti, quando si tratta di votarli, va in un’altra direzione… Salvini è quello che per anni ha detto che la legge Fornero andava demolita, invece poi china il capo e si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma”.
Addio di Vannacci alla Lega, il Generale contro Salvini: “Matteo parla tanto, poi china il capo e si mette in posizione prona”
Da Bologna Vannacci risponde duramente alle accuse arrivate nelle scorse ore dal leader del Carroccio. “Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti. Ma poi allo stato dei fatti, quando si tratta di votarli, va in un'altra direzione”. È questo il primo affondo contro l’ex alleato, accusato di uno scarto sempre più evidente tra parole e azioni.
Il giudizio del Generale si estende a diversi dossier chiave dell’agenda politica. “Non solo sulle armi all'Ucraina, ma anche sui principi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita, invece poi china il capo e si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma. È Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo”.
Per Vannacci, dunque, l’uscita dalla Lega non è una fuga ma uno strappo necessario, figlio di una fedeltà più profonda: “I miei princìpi e i miei valori rimangono fissi. Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio”. Da qui la nascita di Futuro nazionale, il nuovo progetto politico che l’ex generale presenta senza mezzi termini: “Sarà una destra vera. Il contrario di moderato non è estremo, ma è forte. Perché dovrebbe essere una destra nera? È vera”.
L’obiettivo dichiarato non è quello di indebolire lo schieramento, ma di rafforzarlo, intercettando un elettorato che oggi si sente orfano di rappresentanza: “rendere la coalizione di destra ancora più forte, anche perché spero di richiamare molta gente che crede nell'identità, crede nei valori e che spero torni a votare”.
Quanto ai primi sondaggi, che accrediterebbero Futuro nazionale vicino al 4% a sole 24 ore dall’annuncio, Vannacci frena ogni entusiasmo: “Strano dare percentuali per qualcosa che ancora non esiste”.