Niscemi, Musumeci: "Rischio frane in Sicilia è strutturale, 9 comuni su 10 a rischio, sotto mia presidenza usato 90,7% dei 540mln disponibili"
Parlando all'informativa al Senato, Nello Musumeci ha criticato le polemiche di questi giorni avanzate da "sciacalli anche in giacca e cravatta", difendendo l'operato del suo mandato come presidente di Regione. Dalla Regione Sicilia disponibili 13 milioni per l'acquisto di una casa per gli sfollati
In Sicilia "il rischio frane non è emergenziale ma strutturale": parola di Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le politiche del mare, intervenuto questa mattina per l'informativa al Senato sulla catastrofica frana avvenuta a Niscemi, avente attualmente una larghezza di 4 chilometri.
Niscemi, Musumeci: "Rischio frane in Sicilia è strutturale, 9 comuni su 10 a rischio, sotto mia presidenza usato 90,7% dei 540mln disponibili"
Musumeci, intervenendo al Senato per fare il punto della situazione sulla cittadina nissena di quasi 25mila abitanti, ha riportato i dati Ispra del 2024 secondo cui "circa nove comuni su 10 nell'isola presentano aree ad alto rischio frane". Il problema non è "emergenziale", spiega Musumeci, ma piuttosto "strutturale" e comunque affligge anche "il resto d'Italia, dove secondo gli scienziati oltre il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrologico, rischio valanghe e erosione costiera". "Il fenomeno attuale è suscettibile di evoluzione retrogressiva, purtroppo" ha proseguito Musumeci, affermando che la frana di Niscemi sarà soggetta ad arretramento progressivo "verso monte, cioè verso il centro storico, in direzione del centro abitato".
La frana dunque non è ferma ma in continua evoluzione: "Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state costrette ad abbandonare per sempre le loro case" ha chiarito Musumeci precisando che le proposte risolutive dovranno arrivare dalle "autorità comunali" perché "sono i sindaci la prima autorità di protezione civile, e sono loro i responsabili della pianificazione urbanistica e della vigilanza urbanistica del loro territorio". Musumeci, ex Presidente della Regione Siciliana tra 2017-2022, ha poi respinto le accuse e le polemiche sulla mala gestione dei rischi del territorio - avanzati da "sciacalli, anche in giacca e cravatta" - rivendicando l'impegno da lui mostrato durante il mandato. "Sotto la mia Presidenza, la Regione siciliana ha impegnato il 90,7% dei 540 milioni che aveva a disposizione" ha fatto sapere Musumeci "respingendo la rappresentazione che isola strumentalmente un singolo passaggio negli ultimi tre mesi del mio mandato, dal maggio all'agosto del 2022".
Quando cioè "è stato notificato l'esito del Pai con R4 di una parte di quel fronte franoso, tentando così di coprire un quarto di secolo di inerzie, omissioni e sottovalutazioni di altri". Rassicurando sulle risorse finanziarie disponibili, Musumeci ha proseguito: "Quando arrivo alla Regione la Sicilia è l'unica regione italiana a non avere l'autorità di bacino quindi la pianificazione e la gestione delle frane del rischio idrico e del rischio idrogeologico era frammentata fra mille enti. Abbiamo istituito l'autorità di bacino in appena tre mesi (...) a quattro mesi alla scadenza della mia legislatura, la conseguenza dell'aggiornamento Pai era relativo a una porzione di suolo di alcune strade provinciali a basso versante e diceva che il rischio ormai si era talmente consolidato da arrivare a R4, cioè il rischio più elevato". E così "grazie a quell'aggiornamento si apre unafase operativa nuova tra il dipartimento regionale di protezione civile e il Comune di Niscemi a cominciare da ulteriori sopralluoghi che furono effettuati nell'ottobre del 2022 per verificare la compatibilità tra i vecchi progetti del 1997 e lo Stato attuale dei luoghi. Si capì che non erano più attendibili".
Intanto sono intervenute anche le forze di opposizione: Carlo Calenda, segretario di Azione, ha parlato di "dimissioni immediate di Musumeci": "L'unica cosa che fate in Sicilia è spartirvi gli incarichi senza mai avere la decenza di provare a fare una gara". Calenda ha poi invocato l'applicazione dell'articolo 120 della Costituzione con cui lo Stato può "sostituire" le Regioni in caso di "grave pericolo per l'incolumità e la sicurezza pubblica o per assicurare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali". Non solo dimissioni, continua Calenda, ma lo scioglimento dell'Ars.
Intanto ieri, a Palazzo d'Orléans, si è svolta l'ultima riunione della cabina di regia guidata dal Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che ha fatto il punto sui due temi chiave da risolvere: la restituzione di una casa agli sfollati di Niscemi e il recupero delle coste colpite dal ciclone Harry in vista della stagione estiva. Dalla Regione stanziati intanto 13 milioni da usare per finanziare,con contributi a fondo perduto, i cittadini di Niscemi sfollati per l’acquisto di una nuova casa.