Mario Draghi di nuovo in corsa per la Presidenza della Repubblica appoggiato dal CDX, il rischio della salita al Colle del fautore del Green Pass e della guerra alla Russia - RUMORS

La nuova corsa di Draghi per il ruolo di Presidente della Repubblica, sostenuta da FdI, Lega e FI con la discesa in campo e la regia di Marina Berlusconi, riaccende il rischio di rivivere le decisioni più criticate e gli "errori" del suo governo: dal Green Pass "imposto senza basi scientifiche" alle sanzioni contro la Russia, "inefficaci e dannose per l’Europa". Tra le polemiche per la sua ascesa al Quirinale, torna ad avere peso il giudizio di Cossiga, che definì Draghi un "vile affarista"

Mario Draghi di nuovo in corsa per la Presidenza della Repubblica con l'appoggio di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia con la possibile regia di Marina Berlusconi, sempre più presente nelle dinamiche del centrodestra, secondo rumor raccolti da Il Giornale d'Italia.

L’orizzonte politico italiano si muove con largo anticipo verso il 2029, anno in cui scadrà il secondo mandato dell'attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La scelta del prossimo Capo dello Stato sarà influenzata dagli equilibri parlamentari usciti dalle elezioni politiche del 2027 ed è già al centro delle manovre dei partiti.

Draghi spedito a Bruxelles, l’ombra del Colle e la paura di Giorgia Meloni per la discesa in campo di Marina Berlusconi

Mario Draghi di nuovo in corsa per la Presidenza della Repubblica, il rischio della salita al Colle del fautore del Green Pass e della guerra alla Russia

Con la scadenza del mandato di Sergio Mattarella prevista per il 2029, il dibattito sul futuro Presidente della Repubblica si sta intensificando e, in questo scenario, riemerge il nome di Mario Draghi. Tuttavia con l'impatto divisivo che ha sempre contraddistinto il suo governo, sia sul fronte della politica interna sia sul quello della politica estera.

Durante il suo mandato (2021‑2022), Draghi introdusse il Green Pass e il Super Green Pass come strumento di "gestione" della diffusione del Covid, misura che all’epoca generò proteste diffuse e fu osteggiata non solo da medici esperti, ma anche da politici fra i quali, in primis, la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Se non ti vaccini, ti ammali e muori oppure fai morire. Non ti vaccini, ti ammali, contagi e lui/lei muore", aveva dichiarato Draghi il 23 luglio 2021 al termine del Consiglio dei Ministri in cui aveva annunciato un nuovo decreto che, dal 6 agosto dello stesso anno, rese obbligatorio il Green Pass dai 12 anni in su per bar, ristoranti, teatri, cinema, palestre.

Mario Draghi: "Se non ti vaccini, ti ammali e muori oppure fai morire, non ti vaccini, ti ammali, contagi e lui/lei muore", era il 21 luglio 2021 - VIDEO

Lo stesso ex premier sosteneva che il Green Pass desse la "garanzia di trovarsi tra persone non contagiose". Tesi smentita poi dalla scienza stessa.

Green Pass, Draghi nega aumento dei contagi: "Italiani possono continuare a divertirsi, misura che dà serenità" - VIDEO

Dagli studi effettuati negli ultimi anni, infatti, è emerso che il vaccino Covid non impedisce la diffusione del virus e quindi non previene i contagi, come confessato dalla stessa Aifa che rese noto l'errore alla base dell'imposizione dell'obbligo vaccinale.

Vaccini Covid, Aifa ammette il grave errore e con 3 anni di ritardo: "Non prevengono l'infezione né sono progettati per immunizzare", "sistema Green pass infondato" - PDF

Ancora oggi, gruppi critici ricordano il Green Pass di Draghi come simbolo di una gestione percepita come “rigida” o “tecnocratica”, simbolo di decisioni prese senza basi scientifiche. Diversi analisti sottolineano che "il Green Pass ha rappresentato una delle più forti limitazioni alla libertà personale mai introdotte in Italia in tempo di pace”. Inoltre, studiosi di diritto costituzionale hanno definito quella stagione “un precedente che merita di essere discusso prima di affidare a Draghi il ruolo di garante supremo della Costituzione”.

Nel marzo del 2022, Mario Draghi decise di prorogare il Green Pass e, anche in questo caso, Giorgia Meloni lo criticò affermando che si trattava di una "follia priva di senso, senza alcuna evidenza scientifica, fatta per controllare i cittadini e limitarne la libertà. Con proroga al 2025 Draghi impone 8 dosi di vaccino Covid".

Green pass, Meloni: "Follia, nessuna valenza scientifica, serve a controllare cittadini, con proroga al 2025 Draghi impone 8 dosi di vaccino Covid" - VIDEO

Sul fronte internazionale, Draghi fu tra i principali promotori della linea europea di sanzioni contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. "Volete la pace o il condizionatore acceso?", aveva chiesto l'ex premier agli italiani nel 2022 per convincerli della presunta "efficacia" delle sanzioni.

Ucraina, Draghi e la genialata della guerra contro la Russia: "Volete la pace o i condizionatori?"; le conseguenze a quasi 3 anni di distanza - VIDEO

Le sanzioni contro la Russia, secondo i suoi sostenitori, servivano a difendere il diritto internazionale, ma, nei fatti, risultarono non solo inefficaci ma anche controproducenti per l'Europa: nonostante le restrizioni, infatti, il PIL russo ha mostrato una crescita notevole negli anni successivi, mentre il Pil degli Stati europei ha subìto una contrazione. Sono state tante le critiche, anche da parte di parlamentari che hanno sottolineato come la linea draghiana abbia “colpito più l’economia europea che quella russa”.

Russia, PIL in crescita nonostante le sanzioni, nel 2024 +1,4% trainato da manifattura (+8%) e trasporti, disoccupazione al minimo storico e salari aumentati del 9%; inflazione al 9,5%

Sanzioni a Russia, Istat sbugiarda Ue: "Carrello della spesa italiano più caro del 25% dal 2021 al 2025, causa blocco import gnl da Mosca"

Di recente, in un contesto europeo di discussioni sul “dopo guerra in Ucraina” mentre la guerra non solo non è finita, ma resta priva di un serio percorso di pace negoziata, è stata avanzata la proposta di indicare Mario Draghi come interlocutore unico europeo con Mosca. Proposta che ha riportato a galla tutte le critiche precedenti sorte proprio per le controproducenti sanzioni contro la Russia. Sul piano politico, la scelta sarebbe considerata problematica perché Draghi è percepito in Russia come simbolo della finanziarizzazione occidentale, del riarmo europeo e della piena adesione alla linea atlantica. Pensare che Putin possa trattare serenamente con una figura di questo profilo significherebbe sopravvalutare la posizione europea e sottovalutare la resilienza russa.

Ucraina, il “dopo” prima della pace: truppe occidentali, Draghi negoziatore e l’illusione di piegare Mosca

Le critiche a Draghi: atlantista, allineato alle strategie di USA, NATO e Israele

La collocazione geopolitica di Draghi è stata molto criticata anche per quanto riguarda il lato atlantista, con allineamento a Stati Uniti e NATO. Numerosi critici hanno definito questa posizione come un eccesso di dipendenza dalle strategie statunitensi e anche israeliane, con accuse di allineamento al sionismo.

Secondo le critiche, la politica estera di Draghi avrebbe “ridotto gli spazi di autonomia dell’Italia” anche nei rapporti con Mosca e nel Mediterraneo.

Draghi punta al ruolo di Presidente della Repubblica italiana, i malumori e le resistenze

L’ipotesi di Draghi al Quirinale solleva molte critiche e malumori. In sintesi, in tanti contestano ancora oggi l’obbligo vaccinale introdotto durante il suo governo, c'è chi ritiene che la linea dura verso Mosca abbia danneggiato più l’Europa che la Russia, c'è chi teme un ritorno a una stagione di “governo dei tecnici” anche in un ruolo che dovrebbe essere super partes.

Cossiga: "Mario Draghi un vile affarista"

Tra le critiche contro l'ex premier, torna ad avere peso quella dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che, in alcune sue note pubbliche degli anni Duemila, definì Draghi un “vile affarista”. Una frase che negli anni è stata spesso ripresa dai critici dell’ex premier per sottolineare la sua vicinanza ai grandi circuiti finanziari internazionali.

Draghi, quando Cossiga disse: "Vile affarista, svenderà l'Italia". VIDEO

Draghi premiato con "statuetta a forma di corna" come "statista dell'anno" dal rabbino Schneier 

Ogni volta che si torna a parlare della possibile acesa di Draghi alla Presidenza della Repubblica, in molti ricordano le teorie che si erano sollevate quando, il 24 settembre 2022, l'ex presidente del Consiglio aveva ricevuto il premio "World Statesman" ("Statista dell'anno") della Appeal of Conscience Foundation a New York per la sua "lunga leadership poliedrica nella finanza e nel pubblico servizio di cui hanno beneficiato l'Italia e l'Unione europea e che ha aiutato la cooperazione internazionale".

Premiato dal Rabbino Schneier, fondatore e presidente dell'organizzazione, Draghi aveva ricevuto una statuetta con una colomba con le ali spiegate. Secondo alcune teorie, tuttavia, la sua forma poteva rappresentare anche le "corna da caprone di Satana", sostenendo la tesi per cui l'economista italiano sarebbe un "emissario del Nuovo Ordine Mondiale, una presunta organizzazione segreta di adoratori del demonio che manipola e controlla nascostamente il nostro mondo".

Draghi, le teorie di complotto sulla premiazione: “Premiato con le corna di Lucifero”

L'appoggio del CDX a Draghi

Fratelli d’Italia, con Forza Italia e Lega pronte a convergere, sarebbe pronta a proporre Draghi come Presidente della Repubblica. La possibile discesa in campo di Marina Berlusconi come figura di riferimento del centrodestra economico‑liberale potrebbe rafforzare ulteriormente questa linea.

Molto dipenderà dagli equilibri parlamentari del 2027: allora si capirà se la maggioranza avrà i numeri per sostenere un candidato così “pesante” e divisivo come Draghi.

Draghi spedito a Bruxelles, l’ombra del Colle e la paura di Giorgia Meloni per la discesa in campo di Marina Berlusconi