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Ponte sullo stretto, Salvini: “Gara già fatta, rifarla è un no all'opera; progetto non è cambiato, sono aumentati costi dei materiali"

Salvini al convegno 'Connessioni Mediterranee': “Il ponte servirà a tutti, non solo alla difesa. Il progetto non è cambiato, ma i costi dei materiali si. Rimane in agenda l'avvio dei cantieri nel 2026"

29 Novembre 2025

Ponte sullo stretto, Salvini: “Gara già fatta, rifarla è un no all'opera; progetto non è cambiato, sono aumentati costi dei materiali"

Fonte: instagram @StrettodiMessina

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ribadisce la volontà di far partire i cantieri del ponte sullo Stretto di Messina nel 2026, sottolineando che rifare la gara significherebbe rinunciare all’opera. Intervenuto in videocollegamento al convegno “Connessioni Mediterranee – Nuovo bilancio europeo porti, ponte e politiche per il Sud”, Salvini ha spiegato che il progetto non è cambiato, ma i costi dei materiali, del cemento, dell’acciaio e dell’energia sono aumentati rispetto a dieci anni fa. “Non è cambiato strutturalmente il progetto, che migliora e migliorerà ulteriormente. Rifare un’altra gara significa dire no al ponte. L’obiettivo è aprire i cantieri nel 2026”, ha detto.

Ponte sullo stretto, Salvini: “Gara già fatta, rifarla è un no all'opera; progetto non è cambiato, sono aumentati costi dei materiali"

Il ministro ha inoltre ricordato l’entità degli investimenti pubblici nel Sud Italia: 230 miliardi di euro di opere pubbliche in tutta Italia, di cui 22 miliardi in Calabria e altrettanti in Sicilia. Il ponte, ha precisato Salvini, rappresenta meno della metà dei 13,5 miliardi previsti, circa 5-6 miliardi, e non è un’iniziativa isolata ma parte di un più ampio piano infrastrutturale. “Il ponte servirà a tutti – ha aggiunto – non solo come strumento di difesa o per i mezzi militari, ma a siciliani, studenti, lavoratori, turisti e agricoltori. Genererà circa 120.000 posti di lavoro tra costruzione e gestione, e ridurrà tempi di percorrenza e costi dei trasporti”.

Salvini ha ricordato che la cordata Eurolink ha vinto la gara di progettazione e realizzazione dell’opera, sottolineando la presenza di partner internazionali: giapponesi, spagnoli, danesi, americani nel project management e francesi per il monitoraggio ambientale. “Ci sono le migliori teste e le migliori aziende che costruiscono ponti nel mondo”, ha aggiunto, precisando che le attività del ministero mirano a rispondere alle obiezioni della Corte dei Conti e a rispettare tutte le normative italiane ed europee. La collaborazione con le istituzioni europee continuerà nelle prossime settimane per sistemare eventuali atti e sbloccare definitivamente i cantieri. Il ministro ha sottolineato che il ponte è riconosciuto come opera strategica dall’Europa, inserita nei corridoi Berlino-Palermo. “A chi dice che l’Europa non vuole il ponte – ha spiegato – ricordo che è irritata con l’Italia perché dopo 40 anni non è stato realizzato. L’opera rappresenta la chiusura del corridoio europeo”. Salvini ha anche anticipato incontri tecnici con ministeri, giuristi e docenti universitari per definire i passaggi tecnici, e una trasferta a Bruxelles per discutere la questione con il commissario europeo dei trasporti Apostolos Tzitzikostas. Infine, ha precisato che il ponte non è il ponte di Salvini, ma un’infrastruttura di interesse nazionale.

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