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Benedetto Croce

Draghi "statista dell'anno". E non è uno scherzo...

Sì, Draghi è stato nominato statista dell'anno

Di Diego Fusaro

22 Settembre 2022

“Statista dell’anno”, da Cameron a Hollande: chi ha vinto il premio è sparito dalla scena politica

Fonte: Tgcom24

Sembra un incubo dai tratti anche tragicomici, ma è successo realmente. Prova inconfutabile del fatto che la realtà spesse volte supera anche la fantasia e che, come amo ripetere, Orwell appare oggi un dilettante rispetto al mondo distopico di cui ci troviamo a essere, nostro malgrado, abitatori. A Nuova York, l'euroinomane di Bruxelles, Mario Draghi, è stato ufficialmente insignito del premio di miglior politico dell'anno. Sì, migliore statista del 2022. Non ce ne stupiamo, invero: il capitale celebra e premia uomini e politici che siano organici e fedeli al suo progetto. Elogia e fa splendere gli uomini che meglio rispecchino la visione delle cose del potere capitalistico, ma poi anche quelli che meglio eseguano i desiderata del nuovo ordine mondiale tecnocapitalistico. E in effetti Mario Draghi ha un cursus honorum che rivela una specchiata e coerentissima lealtà rispetto al nuovo ordine mondiale turbocapitalistico: dalla posizione in Goldman Sachs a quella di governatore della BCE. Un'intera vita coerentemente dalla parte del capitale e della plutocrazia neoliberale sans frontières. Certo, difficilmente il premio gli sarebbe stato assegnato se fosse dipeso dai ceti medi e dalle classi lavoratrici italiane sulle quali egli nel 2022 ha governato con gli effetti che ben conosciamo: esiziali sanzioni alla Russia che stanno annichilendo l'economia italiana, uso dell'infame tessera verde e discriminazione dei cittadini non benedetti col santissimo siero, culto dell'euro e dell'Unione Europea, fermissima tutela dell'interesse cosmopolita del capitale finanziario e non di quello nazionale dei lavoratori e dei ceti medi. Insomma, il più grande politico dell'anno, certo, ma unicamente dal punto di vista dei nostri nemici di classe. I quali sanno davvero scegliere adeguatamente gli uomini più fedeli, quelli che con più zelo e più maestria sanno eseguire i desiderata della plutocrazia senza frontiere che sempre si nasconde dietro la formula "i mercati".

di Diego Fusaro

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