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25 aprile, Mattarella ad Acerra: "Libertà scritta dal sacrificio di chi si oppose"

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La Resistenza contro il nazifascismo contribuì a risollevare l’immagine e a recuperare il prestigio del nostro Paes

25 Aprile 2022

25 aprile, Mattarella ad Acerra: "Libertà scritta dal sacrificio di chi si oppose"

fonte: imagoeconomica.it

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Acerra, in provincia di Napoli, per le celebrazioni del 77° anniversario della Liberazione oggi, lunedì 25 aprile 2022. "La nostra libertà è stata scritta dal sacrificio di chi si oppose alle barbarie nazifascista", inizia il Capo dello Stato nel suo discorso. "È un momento particolarmente ricco di significato celebrare il 25 aprile, la ricorrenza della Liberazione, qui ad Acerra, medaglia d’oro al merito civile, teatro – nell’ottobre del 1943- di una terribile strage di civili innocenti, per molto tempo quasi dimenticata. Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che – in ogni parte d’Italia - perdettero la vita", continua.

Liberazione, Mattarella: "L'8 settembre ci fu la riscoperta del senso autentico della Patria"

"L’8 settembre produsse il vaglio, che spazzò via vent’anni di illusioni, di parole d’ordine vuote e consumate, di retorica bellicista", prosegue Mattarella nel suo discorso in occasione del giorno della Liberazione. " Il regime fascista, implose dall’interno e crollò su se stesso, corroso dalla sua stessa vanagloria. Non fu la morte della Patria. Ma, al contrario, la riscoperta del suo senso autentico. Quella di una comunità di destino, di donne e di uomini, che condividono il comune senso di pietà, i valori di libertà, giustizia e democrazia, che si proteggono a vicenda, che lavorano per la pace, il benessere e la solidarietà".  E ancora: "Dopo l’8 settembre, e i tragici avvenimenti che ne seguirono, i nazisti - ricorda il Capo dello Stato- mostrarono anche in Italia il loro vero volto: quello brutale, animato da desiderio di vendetta, mosso da un’ideologia ciecamente fanatica, che subordinava tutto – anche la sacralità della vita – alla violenza, alla sopraffazione, al culto della razza, alla volontà di dominio".

"Un vostro eroico concittadino, nato qui ad Acerra, medaglia d’oro al valore militare, il colonnello Michele Ferrajolo, di stanza a Mondragone, rifiutò sdegnosamente il 9 settembre 1943 di consegnare le armi ai tedeschi, incitando i suoi soldati alla resistenza. A chi, tra i suoi, gli propose di arrendersi per aver salva la vita, rispose: 'Non si vergogna di parlarmi così? Qui è in gioco l’onore della Patria'. Fu ucciso da una raffica di mitra. Morì, tra i primissimi, per amore della Patria, che il fascismo aveva tradito e umiliato, imponendo la dittatura, la repressione, la guerra a fianco di Hitler. In quel momento, il più duro e decisivo, la parola Patria riacquistava agli occhi di tanti italiani il suo significato più limpido e autentico", ricorda Mattarella.

25 aprile, Mattarella oggi manda un pensiero all'Ucraina

Infine il Presidente Sergio Mattarella manda oggi, 25 aprile, mentre si trova ad Acerra, un pensiero all'Ucraina. "In questa imprevedibile e drammatica stagione che attraversiamo in Europa, il valore della Resistenza – la resistenza all’aggressione, all’odio, alle stragi, alla barbarie contro i civili – supera i suoi stessi limiti temporali e geografici. Nelle prime ore del mattino del 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate della Federazione Russa avevano invaso l’Ucraina, entrando nel suo territorio da molti punti diversi, in direzione di Kiev, di Karkiv, di Donetsk, di Mariupol, di Odessa. Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione"

"A questi sentimenti - continua - si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati. E, pensando a loro, mi sono venute in mente – come alla senatrice Liliana Segre - le parole: 'Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor'. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di 'Bella ciao'. Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei, per l’intera comunità internazionale. Come ho sottolineato tre giorni fa davanti alle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa tragicamente estendersi". "Questo - conclude infine Mattarella- è il percorso per la pace, per ripristinarla; perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa. Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque. Particolarmente ove sia minacciata o conculcata".

Liberazione, le parole di Draghi 

Ancora in isolamento per la positività al Covid-19, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato: "Il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani, buona festa della Liberazione".

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