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Quirinale, dopo il voto malore per Casellati: esce dall'Aula sostenuta da un assistente

Maria Elisabetta Alberti Casellati ha perso, per il momento, la partita per il Quirinale. Dopo il voto è uscita dall'aula visibilmente provata e sostenuta da un'assistente

28 Gennaio 2022

Quirinale, dopo il voto malore per la Casellati: esce dall'Aula sostenuta da un assistente

Fonte: lapresse.it

La presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, dopo la quinta votazione al Quirinale, sembrerebbe aver avuto un piccolo malore ed è uscita dall'Aula accompagnata da un assistente. La Casellati, infatti, era visibilmente provata dopo aver letto per 382 volte il suo nome sulle schede. Voti però insufficienti sia a farla succedere a Sergio Mattarella al Colle sia, salvo clamorose soprese, a farla anche solo ripresentare come candidata. Le servivano, per vincere, 505 voti. Il centrodestra, il quale contava circa 450 voti, non l'ha votata però in blocco nonostante la promessa di sostenerla. Amarezza e delusione, oltre che stanchezza fisica e mentale, dunque, per la presidente del Senato.

Quirinale, dopo il voto piccolo malore per la Casellati

Maria Elisabetta Alberti Casellati è rimasta, quasi impassibile, seduta al suo posto, a vedere scorrere il suo nome, scritto almeno in 382 calligrafie diverse. Le possibilità di una sua elezione erano poche già in partenza, eppure è comprensibile la sua delusione a fronte del fatto che, all'interno del suo schieramento, ci sono stati 71 franchi tiratori che hanno deciso di non votare per lei. Ma, al di là della delusione politica, la Casellati ha avvertito parecchia stanchezza, fisica ma soprattutto mentale. Il suo sforzo di mantenersi impassibile, mentre vedeva scorrere il suo nome sui voti (se avesse vinto sarebbe stata la prima presidente della Repubblica donna della nostra storia) sembrerebbe, a fine votazione, averle causato un piccolo crollo emotivo. Nulla di grave, per fortuna.

Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati ha ottenuto "appena" 382 voti nel quinto scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica. 46 preferenze sono andate al Capo dello Stato, Sergio Mattarella; 38 al pm Nino Di Matteo, ora componente del Csm; 8 a Silvio Berlusconi, 7 al ministro della Giustizia, Marta Cartabia, e al coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani; 6 a Pier Ferdinando Casini. Le schede bianche sono state 11, le nulle 9, come i voti dispersi. Presenti 936, votanti 530, astenuti 406. A Casellati sono dunque mancati 71 voti rispetto ai 453 grandi elettori del centrodestra.

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