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Quirinale, FdI vota Crosetto al terzo scrutinio: prova di forza di Giorgia Meloni

Incognita FdI al terzo scrutinio per il Quirinale, i cui parlamentari hanno votato compatti il nome del compagno di partito Guido Crosetto. Si parla di prova di forza di Meloni all'interno del centrodestra

26 Gennaio 2022

Quirinale, FdI vota Crosetto al terzo scrutinio: prova di forza di Giorgia Meloni

Fonte: lapresse.it

Mentre prosegue la votazione per il Quirinale FdI sceglie di spiazzare tutti e votare Guido Crosetto nel corso del terzo scrutinio di mercoledì 26. L'improvvisa scelta di Crosetto, ex presidente del partito, evidenzia la persistente situazione di stallo presente all'interno della coalizione di centrodestra. Stallo che secondo alcuni osservatori potrebbe essere il preludio di una possibile crisi tra i tre partiti, ancora in difficoltà nell'esprimere una posizione realmente unitaria. La mossa di Giorgia Meloni pertanto, sarebbe da leggere come una prova di forza all'interno della coalizione. Un chiaro messaggio indirizzato a Matteo Salvini e Antonio Tajani per indurli a trovare una quadra nel più breve tempo possibile.

Quirinale, FdI vota Crosetto al terzo scrutinio

Il comportamento di Fratelli d'Italia in Aula aveva iniziato a destare sospetti già a inizio votazione, quando i senatori del partito non avevano risposto alla prima chiama. Poi il colpo di scena e il voto compatto su Crosetto, ma fonti interne al partito rassicurano: nessuna spaccatura nel centrodestra. Lo stesso senatore Ignazio La Russa, interpellato dai giornalisti, spiega che la scelta è stata fatta unicamente per mettere fine al "balletto delle schede bianche". Con la scelta estemporanea di Crosetto sembra peraltro tramontare ogni seria ipotesi di convergenza su Carlo Nordio, inizialmente candidato di bandiera di FdI e in seguito uno dei tre nomi della rosa proposta dal centrodestra martedì assieme a Marcello Pera e Letizia Moratti.

Nominativi rifiutati però in toto dal centrosinistra in maniera alquanto prevedibile. È in questo contesto che cresce l'ipotesi del candidato coperto Maria Elisabetta Alberti Casellati, mai nominata dal centrodestra proprio per evitare di bruciarla alle prime votazioni e presentarla quando il quorum consentirà una maggioranza più agevole. Sulla presidente del Senato, lo stesso Salvini ha peraltro dichiarato: "È la seconda carica dello Stato. Non ha bisogno che la sponsorizzi io o chiunque altro, quindi non ha bisogno di essere candidata: se uno la chiama, penso che sia a disposizione".

Centrosinistra contrario a un presidente di maggioranza

Il "rischio" potrebbe essere quello di vedere Casellati calata improvvisamente dall'alto a partire dalla quarta votazione, con il centrodestra pronto a dare la spallata definitiva per prendersi dopo decenni la presidenza della Repubblica. Una soluzione ovviamente non gradita alle sinistre, come sottolinea l'esponente del Pd Francesco Boccia, secondo cui se il capo dello Stato dovesse essere "eletto a maggioranza salta tutto". Della stessa linea anche il M5s: "Non si può andare verso un presidente della Repubblica che rappresenta solo una parte della politica e dei cittadini". Non resta che attendere cosa accadrà a partire dalla quarto scrutinio, sperando che nel frattempo i leader dei partiti riescano a trovare un'intesa comune per il Colle senza prevaricazioni di nessuno.

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