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Quirinale: la rosa di Salvini? Muro contro muro col Pd e sfida a Draghi con vista Viminale

Il leader della Lega fa uscire alla scoperta la lista di nomi del centrodestra. Ma in realtà si tratta di una sfida a scacchi con Mario Draghi, dal quale vuole rassicurazioni sul suo ritorno al Viminale prima di dargli via libera per l'ascesa al Colle

25 Gennaio 2022

Attacco in Congo, Salvini

Matteo Salvini (fonte foto Lapresse)

Matteo Salvini svela la lista di nomi dei candidati al Quirinale per il centrodestra. Ma sono candidati reali? Probabilmente sì, ma la sensazione è il leader della Lega punta ancora con decisione al suo vero obiettivo, il ritorno al Viminale. Sarebbe infatti quella la contropartita chiesta a Mario Draghi nel dialogo di ieri per dare luce verde alla sua ascesa al Colle. Una promessa che SuperMario non ha potuto garantirgli. Ed ecco allora la mossa contrapposta di Salvini, in quella che sembra una delicata e sofisticata sfida a scacchi tra il leader della Lega e Palazzo Chigi.

Quirinale, Salvini: "Stop ai no preventivi del centrosinistra". Ma in realtà sa che i suoi nomi non otterranno via libera (per ora)

A parole, Salvini chiede al centrosinistra e al Movimento Cinque Stelle di non continuare a opporre no preventivi, come accaduto su Franco Frattini, bocciato perché considerato troppo filorusso in un momento nel quale le tensioni con Mosca sono fortissime. Io leggevo adesso di Frattini che non conosco, che non va bene a prescindere, prima ancora che qualcuno lo proponga. Io adesso faccio una riunione per raccogliere nomi e non lo conosco Frattini".

Continua Salvini: "Noi non abbiamo ancora proposto i nomi e arrivano i no preventivi su nomi lanciati da loro. Noi non proponiamo un segretario di partito. Berlusconi ha fatto un gesto elegante, responsabile e generoso. Non andiamo a proporre il Prodi di turno ma persone di spessore vorremmo quantomeno discuterne senza che nessuno dicesse questo 'no questo no' senza neanche sapere".  

Salvini vuole prendersi il ruolo di kingmaker per Quirinale e Palazzo Chigi. In questo caso proporre dei nomi allo scoperto, col rischio di bruciarli, potrebbe non causare effetti collaterali. In caso di successo con una convergenza di M5s e centrosinistra otterrebbe comunque un successo politico da far pesare anche all'interno della coalizione di centrodestra. Cosa pressoché impossibile, visto che i candidati di bandiera del centrodestra potrebbero significare un muro contro muro con il centrosinistra che domani potrebbe a sua volta proporre altri nomi.

Quirinale, Salvini pensa in realtà a Draghi al Colle. Con rassicurazioni sul Viminale

Qualora invece si arrivasse al nulla di fatto potrebbe allora alzare la posta nei confronti di Draghi, cercando di strappare il sì al Viminale per dare il via alla convergenza generale sull'ex presidente della Bce. Salvini, d'altronde, non vorrebbe nemmeno un tecnico a Palazzo Chigi dopo Draghi. No, per esempio, a Elisabetta Belloni. E no a tanti altri nomi usciti come papabili per la loro vicinanza a Draghi. Su questo punto, forse, il premier potrebbe dare qualche segnale in più. Non è un caso, infatti, che il leader della Lega boccia per ora il nome di Pierferdinando Casini, dicendo che non fa parte della rosa dei candidati del centrodestra. Sì, perché Casini era un nome che poteva essere considerato super partes dal centrosinistra.

Difficile che il Partito Democratico dia luce verde a uno dei candidati del centrodestra e allora si farebbe più vicina la pista che porterebbe a Draghi. A patto, però, che lo stesso Draghi dia segnali favorevoli a Salvini. Altrimenti la sfida a scacchi rischia di dare ulteriori sorprese con nuovi attori, pardon giocatori, protagonisti.

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