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Decreto Covid, con 2 casi i non vaccinati in Dad. Presidi: "Misura discriminatoria"

Negli ambienti scolastici si discute sulle decisioni del governo che pongono una distinzione nelle misure tra bambini vaccinati e non vaccinati

06 Gennaio 2022

Con due casi di Covid 19 in una classe delle medie o delle superiori, gli studenti non vaccinati (o vaccinati con "solo" la seconda dose") dovranno ricorrere alla Dad, all'ormai famigerata didattica a distanza, per 10 giorni. E' quanto è stato introdotto con l'approvazione del decreto covid, avvenuta nella serata di ieri, mercoledì 5 gennaio. Per qualcuno però qualcosa non va. I Presidi infatti protestano: "Misura discriminatoria". 

Decreto Covid, Dad: cosa succederà nelle classi

Il decreto Covid del 5 gennaio 2022 prevede che nella scuola secondaria di primo e secondo grado si vada in Dad per 10 giorni se ci sono tre positivi nella stessa classe (una stretta rispetto a quanto era scritto nella bozza, che ne prevedeva almeno 4). Con un positivo invece è prevista l'autosorveglianza per tutta la classe e l'uso delle mascherine ffp2 per la didattica in presenza. E' quando i casi che si presentano in classe sono 2 che scatta la distinzione. Per chi ha fatto 2 dosi di vaccino o è guarito da più di 120 giorni e non ha avuto la dose di richiamo si applica la Dad per 10 giorni, mentre gli altri proseguono in classe in autosorveglianza.

"C'è stata una discussione articolata e serena, che si è conclusa all'unanimità: la scelta di fondo è che si torna ad una scuola in presenza e in sicurezza". Così il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha commentato le nuove misure che modificano la gestione dei casi Covid a scuola. Per gli alunni tra 0 e 6 anni, ha aggiunto, "è stato deciso il massimo di tutela" mentre per i più grandi tutta la classe andrà in Dad con tre positivi. "Un intervento molto articolato che va incontro alle richieste delle Regioni". Ma, ha concluso, "si va in Dad solo per 10 giorni, in modo che si sappia prima quando inizia e quando finisce".

Test rapidi gratis per le scuole

Il Commissario per l'Emergenza ha autorizzato, secondo la bozza del decreto anti-Covid,  lo stanziamento 92 milioni e 505mila euro fino al 28 febbraio 2022 riguardo all'esecuzione dei test rapidi gratis, per l'attività di tracciamento dei contagi Covid sulla popolazione scolastica delle scuole secondarie di primo e secondo grado, soggette alla autosorveglianza.

Dad, la risposta dei presidi

Il presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli ha commentato a "L'aria che tira" su La7: "Noi da sempre siamo per la scuola in presenza. Se però si vuole mettere in atto un piano effettivo con degli obiettivi da raggiungere allora non sarebbe una cattiva idea prendersi due/tre settimane di Dad e però raggiungere gli obiettivi. Al primo posto va messo l'aumento della percentuale di alunni vaccinati". 

Dall'altra parte però c'è chi a queste misure in ambito scolastico si oppone. Il presidente dei presidi di Roma ha dichiarato, quando le misure erano ancora solo una bozza: "Se queste sono le proposte, ai no vax andrà aggiunta a breve la categoria dei ’no school": L’Anp è "contraria a mettere in Dad i ragazzi non vaccinati perché sarebbe una discriminazione. Le misure anti-Covid a scuola ci sono - sottolinea il presidente dell’associazione romana -. Il problema semmai sono le classi pollaio e i mancati controlli sui bus". A suo avviso, "in un anno e mezzo di pandemia non sono stati individuati spazi sufficienti per il distanziamento. Basti pensare che nella città di Roma le uniche realtà ad essersi rese disponibili per dare spazi sono le parrocchie". 

 

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