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Suicidio assistito, una Camera deserta accoglie la discussione del ddl: "Rinviata ad altra seduta"

Poco più di 25 i parlamentari presenti alla Camera per la discussione del ddl sul suicidio assistito, che verrà ora ripresa non prima di febbraio

13 Dicembre 2021

Suicidio assistito, una Camera deserta accoglie la discussione del ddl: "Rinviata ad altra seduta"

fonte: Twitter @100Milan_R24

Si è conclusa con un nulla di fatto la prima discussione del ddl sul suicidio assistito, giunto alla Camera dopo la sua approvazione nelle Commissioni Giustizia e Affari sociali. In Aula erano infatti presenti poco più di 25 parlamentari, con il presidente di turno Fabio Rampelli che ha rinviato la discussione ad altra seduta una volta esauriti gli interventi generali. Alla luce dell'attuale calendario parlamentare però, appare difficile un'imminente convocazione dei deputati sul tema, con la discussione del ddl che con molta probabilità dovrà essere spostata a febbraio 2022.

Suicidio assistito, rinviata la discussione del ddl

A questo punto la palla va nelle mani della Conferenza dei capigruppo, che dovrà definire il calendario delle sedute per le prossime settimane. L'agenda parlamentare è però al momento già ampiamente prenotata dall'approvazione della Legge di Bilancio, che rischia di avvenire a ridosso del Natale, e in seguito dall'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Per il ritorno in Aula del ddl sul suicidio assistito si parla dunque di una data non antecedente al febbraio del prossimo anno. Fonti parlamentari hanno infatti dichiarato che "prima di febbraio è molto difficile".

Uno scenario desolante che è stato commentato solo dal deputato del Gruppo misto Giorgio Trizzino: "Se le telecamere inquadrassero la nostra Aula si vedrebbe quanto siano pochi ad assistere al nostro dibattito: il che dimostra quanto la politica sia distante da questo tema così importante". Purtroppo è consuetudine che il lunedì venga utilizzato dai parlamentari per tornare a Roma o al massimo per presenziare in Commissione, partecipando così raramente ai lavori dell'Aula. Tutto questo accade poche settimane dopo che un milione e 200mila cittadini italiani hanno sottoscritto il referendum per l'eutanasia legale.

Le critiche sul testo presentato in Aula

Nonostante il suo approdo in Aula il test di ddl si trova al momento a dover affrontare diverse critiche, dovute soprattutto all'inserimento dell'obiezione di coscienza per gli operatori sanitari e a ulteriori limiti stringenti che potrebbero essere richiesti dal centrodestra. Sul dd aleggia inoltre l'incognita del voto segreto, che come abbiamo potuto vedere nel caso del ddl Zan potrebbe segnare una battuta d'arresto per il percorso parlamentare del disegno di legge. Resta ottimista tuttavia, il presidente della Commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni, del Movimento 5 Stelle.

Nel corso della discussione generale alla Camera è poi intervenuto il deputato di +Europa Riccardo Magi, che ha espresso le sue perplessità in merito alle modifiche subite dal disegno di legge giunto in Aula: "Il testo arrivato oggi in aula non corrisponde nemmeno ai paletti posti dalla Corte costituzionale, spero dunque che il parlamento possa e voglia modificarlo, a tutela della libertà di scelta di tutti i cittadini. Eppure la discussione generale si è aperta e chiusa oggi ma non sappiamo nulla sul seguito dell’esame. Non è stato fissata nessuna data e di conseguenza non è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti". Il disegno di legge sul suicidio assistito dovrebbe infatti basarsi sulle indicazioni fornite dalla Corte Costituzionale, che nel 2018 ha sollecitato il Parlamento a colmare il vuoto legislativo presente nell'ordinamento italiano.

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