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Quirinale, il pronostico di Letta: "Elezione a larga maggioranza o cade il governo"

Per il segretario del PD una candidatura di bandiera come quella di Berlusconi non sarebbe votabile: al Quirinale dovrà andare un nome condiviso

01 Dicembre 2021

Quirinale, il pronostico di Letta: "Elezione a larga maggioranza o cade il governo"

Fonte: lapresse.it

Enrico Letta si è mostrato ancora una volta irremovibile sulla questione Quirinale, negando categoricamente la possibilità che il Partito Democratico possa votare candidati del calibro di Silvio Berlusconi per la carica di presidente della Repubblica. Ospite di Bianca Berlinguer a Cartabianca, il segretario Dem ha infatti auspicato l'elezione di un capo dello Stato a larga maggioranza, che non sia dunque espressione di uno specifico schieramento. In caso contrario, per Letta potrebbe essere infatti in gioco la tenuta stessa del governo.

Letta stoppa l'ipotesi Berlusconi per il Quirinale

"Il Pd non voterebbe Berlusconi al Colle? Non mi sembra ci siano dubbi", ha dichiarato Letta in trasmissione: "Non credo che la candidatura di Berlusconi sia in grado di essere votata dal Pd e nemmeno da un larga maggioranza". Da diverse settimane il nome di Berlusconi è l'unico espressamente politico a essere proposto con una certa ciclicità, sia da parte dei partiti di centrodestra che - seppur in maniera implicita - dal diretto interessato, desideroso di concludere in grande stile la sua carriere politica.

Nel centrosinistra invece non vi è al momento alcuna effettiva convergenza su uno o più nomi, soprattutto dopo che le due figure più papabili per l'area hanno deciso di farsi da parte. Se infatti da un lato l'ex premier Romano Prodi ha declinato un'eventuale proposta di candidatura causa età avanzata, dall'altro l'attuale capo dello Stato Sergio Mattarella ha fatto più volte capire di non essere disposto a correre per un secondo mandato come fece il suo predecessore Giorgio Napolitano.

"O larga maggioranza o cade il governo"

La condizione che pone il segretario del PD è dunque quella di un candidato condiviso con il maggior numero di forze politiche possibile: "Ho pronosticato che il presidente o la presidente sia eletto da una larga maggioranza. E anche dall'opposizione. È per il bene del Paese". Un requisito che tuttavia potrebbe rischiare far convergere i partiti su un candidato al ribasso e non di altissimo spessore.

"Faccio un unico pronostico" - ha poi concluso Letta - "l'elezione del nuovo capo dello Stato non potrà che essere a larga maggioranza o cade il governo. È assurdo pensare a candidati di bandiera di uno dei due schieramenti, come lo sarebbe Berlusconi". Nel frattempo Mario Draghi continua a rimanere alla finestra, con la consapevolezza che in caso di stallo prolungato il nome condiviso da una larga maggioranza potrebbe essere proprio il suo.

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