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Super Green pass, Draghi vara il ghetto per i non vaccinati: "Tornino a far parte della società"

Con il nuovo super Green pass il governo divide di fatto la popolazione in cittadini di seria A e di serie B, nonostante i dati italiani siano "i migliori nell'Ue"

25 Novembre 2021

Super Green pass, Draghi spacca il Paese: "I non vaccinati tornino a far parte della società"

Fonte: lapresse.it

"Prevenire per preservare, salveremo il Natale"; si ha come un deja vu a sentire le parole di Mario Draghi alla conferenza stampa di ieri sera sul super Green pass, memori delle dichiarazioni dello scorso anno in cui un governo forse meno autorevole, ma altrettanto autoritario, costringeva l'Italia in zona rossa per preservare le festività natalizie. Le affermazioni dell'attuale premier tuttavia aggiungono uno step un più alla strategia italiana nella lotta al Covid, esplicitando a pieno titolo la separazione della società in due categorie distinte: da un lato i vaccinati e dall'altro i non vaccinati, ai quali dal prossimo 6 dicembre saranno praticamente interdette la maggior parte delle attività pubbliche e sociali, anche in zona bianca.

Super Green pass, le parole di Mario Draghi

Dal 6 dicembre fino al 15 gennaio 2022 dunque le persone vaccinate o guarite dal Covid avranno il cosiddetto super Green pass: il certificato che consentirà ai possessori di "conservare la normalità" conquistata con la campagna vaccinale. Come ha affermato il presidente del Consiglio infatti: "non vogliamo rischi; vogliamo continuare a essere aperti, andare in giro a divertirsi, acquistare, combattere la povertà, avere i ragazzi a scuola, contenti". Per i non vaccinati invece questa volta non basterà nemmeno il tampone, autorizzato soltanto per le attività essenziali come andare al lavoro o salire sui mezzi pubblici.

Una stretta che di fatto crea una gigantesca frattura nella società, divisa tra cittadini di serie A e di serie B. Tutto questo nonostante i dati italiani siano - a detta dello stesso Draghi - i migliori nell'Unione Europea e mostrino una situazione ormai "sotto controllo". Tuttavia la necessità del governo rimane quelle di prevenire un'eventuale nuova ondata, anche alla luce dell'aumento dei contagi nei paesi confinanti con il nostro, in primis l'Austria dove attualmente è in corso un nuovo lockdown generale.

Ulteriori restrizioni per i non vaccinati

Le parole più significative dell'intervento di Mario Draghi sono proprio quelle inerenti alle nuove restrizioni per le persone non vaccinate, per le quali l'auspicio è che "possano tornare a essere parte della società con tutti noi". Dichiarazioni pesanti, che sottintendono come attualmente i non vaccinati siano a tutti gli effetti estromessi dalla società per ordine dell'autorità governativa; uno scenario che difficilmente qualche anno fa ci saremo potuti immaginare.

"Se abbiamo un po' di restrizioni sarà normale per i vaccinati [il Natale ndr] e speriamo che la situazione consenta che il prossimo Natale lo sia per tutti, anche per coloro a cui saranno riservate le restrizioni", ha dunque affermato il premier Draghi, usando parole che tuttavia non riescono a tranquillizzare totalmente la popolazione, anche perché l'orizzonte finale sembra essere ancora più ambizioso di un semplice Natale tranquillo: "Se questa iniziativa ha successo, se l'economia va avanti, sarà il migliore modo di conciliare persone con convinzioni diverse".

Nel frattempo, l'imminente termine dello lo stato di emergenza (previsto per il 31 gennaio) viene lasciato in sospensione, in probabile previsione, o forse a questo punto è lecito dire nella speranza, di nuovi aumenti dei contagi: "Non mi azzardo a dire niente a un mese dalla scadenza, sennò Cassese mi sgrida. [...] ma ci interessa avere a disposizione tutta la struttura di mobilitazione sanitaria".

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