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Green Pass, Brunetta vuole un rafforzamento: "Escludere i non vaccinati da alcune attività sociali"

Intervistato dal Corriere della sera Renato Brunetta si mostra scettico verso l'introduzione dell'obbligo vaccinale, ma apre a un green pass rafforzato

20 Novembre 2021

Renato Brunetta ospite alla trasmissione Porta a Porta, 2021

Renato Brunetta ospite alla trasmissione Porta a Porta, 2021 (fonte: lapresse))

Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione, vuole un Green Pass "rafforzato" ma si dice scettico sulla possibilità di estendere a tutti l'obbligo vaccinale. Sono queste alcune delle conclusioni tratte dall'intervista rilasciata il 20 novembre al quotidiano Il Corriere della sera. Pressato dalla giornalista Monica Guerzoni il Ministro Brunetta dice che la situazione italiana è molto migliore di quella di altri paesi europei. "E allora perché rafforzare il Green Pass?", chiede la giornalista. Risponde Brunetta: "Il governo segue con estrema attenzione quel che accade in Italia e fuori e ascolta il grido di dolore di molte regioni. Il presidente Fedriga, vista la situazione in Austria e Germania, chiede se non sia il caso di potenziare il green pass. Non si tratta di cambiare strategia, ma di rafforzarla per non dover richiudere".

Il Ministro Brunetta vuole un Green Pass rafforzato

Ma cosa vuol dire "rafforzato"? Brunetta continua così, giustificando una misura più intensa: "Se gli indicatori ospedalieri dovessero peggiorare, penso sia il caso di rafforzare il green pass escludendo i non vaccinati da alcune attività sociali». Quali attività nello specifico? "Ristoranti, stadi, piste da sci, teatri, cinema, discoteche. Perché far pagare a tutto il mondo del terziario urbano, della cultura, dello sport e del tempo libero con restrizioni che rischiano di ripiombarci in lockdown parziali? Vorrebbe dire costi di impresa, ristori, deficit, crisi, nuovo crollo dei consumi". Infine, interrogato sulla possibilità d'introdurre un modello 2G (cioè la concessione del Green Pass solo a vaccinati e guariti) sulla falsa riga di quanto già avviene in Germania: "Se è vero che i tamponi sono stati l’elemento più discutibile, è anche vero che il sistema nel complesso ha funzionato. Noi non siamo in una situazione preoccupante come in Austria e Germania, i tamponi sono ancora il compromesso migliore. Le decisioni vanno prese con gradualità, sulla base dell’evidenza scientifica".

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Brunetta: Green Pass rafforzato sì, obbligo vaccinale no

Dunque il Ministro Brunetta vuole una revisione degli attuali parametri del Green Pass, nelle modalità esposte. Una certificazione verde che nulla cambi per i vaccinati, ma che renda la vita più difficile per i non vaccinati. Perché quindi non andare verso un obbligo vaccinale generalizzato. Su questo Brunetta si mostra scettico: "La decisione non mi sembra questa, con uno zoccolo duro di irriducibili del 10% l’obbligo non risolve nulla. Che fai, gli applichi il trattamento sanitario obbligatorio? La strada è un super green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l’egoismo di alcuni".

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