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Obbligo vaccinale per tutti: dopo l'Austria anche l'Italia? Ecco chi lo vuole da noi

Nelle scorse ore l'Austria ha annunciato che renderà il vaccino obbligatorio per tutti a partire dal prossimo febbraio. E in Italia? Già in molti sembrerebbero pronti a pressare il governo

19 Novembre 2021

Giornata dedicata alla vaccinazione anti Covid in gravidanza presso il policlinico Gemelli, 2021

Giornata dedicata alla vaccinazione anti Covid in gravidanza presso il policlinico Gemelli, 2021 (fonte lapresse)

L'Austria si barrica per due settimane e introduce l'obbligo vaccinale per tutti: e l'Italia? Questa è la domanda che molti si stanno ponendo in queste ore, dopo l'inattesa notizia giunta da Vienna. Sia dall'Austria che dalla Germania infatti i numeri covid stanno risalendo e lo stanno facendo velocemente. Tanto che il Cancelliere Schallenberg ha così deciso lockdown generalizzato e poi mirato ai non vaccinati, una misura che da noi suscita ancora aspre polemiche. Poi dal primo febbraio 2022 vaccinazione obbligatoria per tutti i cittadini austriaci. Gli obblighi per i trasgressori non sono ancora chiari.

Dopo l'Austria l'Italia? Prima il lockdown poi l'obbligo vaccinale

È quindi lecito attendersi che l'Austria guidi il ritorno delle restrizioni governative, come già Israele guidò quelle riguardanti la campagna vaccinale? Analizzando la risposta italiana alla notizia vecchia di diversi giorni del lockdown mirato ai No-Vax sembrerebbe proprio di sì. Basterebbe guardare all'andamento di un'altra curva: quella delle proposte politiche. Ad una sparata che raccoglie un consenso negativo pressoché unanime da parte dell'opinione pubblica, segue un periodo di lenta accettazione e normalizzazione. Di questo si occupano principalmente i dottori, i virologi, gli immunologi che sostengono come sia "fattibile" da un punto di vista pratico e consigliabile da uno lungimirante. Quindi finalmente pressione anche politica dal "basso" fino all'annuncio ufficiale del governo che lo mette in pratica con un decreto legge cui segue approvazione parlamentare.

L'obbligo vaccinale per tutti come il lockdown per i No-Vax?

A ben vedere così sembra essere successo per tutte le grandi decisioni inizialmente impopolari prese dal governo. A cominciare dal primo lockdown del 2020 fino al più recente lockdown per i non vaccinati di cui si sta discutendo in queste ore. Dopo le prime decisioni arrivate fuori dai confini nazionali, subito membri dello stesso Comitato Tecnico Scientifico che consiglia direttamente Draghi sulla materia hanno parlato della fattibilità dell'idea. Poi ci si è messa la politica. In prima linea in questa battaglia il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che si sta facendo portavoce di una richiesta sempre più pressante proveniente dalle regioni del nord. Che negli ultimi giorni ha raccolto anche Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca: "Mi sembra il minimo", ha dichiarato poche ore addietro. 

Adesso lo stesso processo sembra ripetersi per l'ipotesi obbligo vaccinale. Ad aprire le danze è il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa: "Siamo stati il primo Paese in Europa a introdurre l'obbligo vaccinale per i sanitari - ha affermato - e io non escludo di poter fare una riflessione e valutare se è opportuno introdurre l'obbligo per altre categorie che hanno un contatto costante con il pubblico, le forze dell'ordine, coloro che operano nella grande distribuzione". 

Così Francesco Boccia, influente deputato del Partito Democratico: "Non vedo altra strada rispetto all'obbligo vaccinale. La scelta dell'Austria a favore dell'obbligo da febbraio è una dura e disperata rincorsa dopo le scelte parziali fatte nei mesi scorsi. Evitiamo di trovarci nella stessa condizione. Per quanto ci riguarda, lo diciamo da mesi e abbiamo sempre sostenuto iniziative improntate sul massimo rigore". Insomma, se ne sta cominciando a discutere. E, con i numeri che stanno crescendo, la strada verso la sua messa nero su bianco non sembra troppo lunga.

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