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Reddito di cittadinanza, nuove regole: sussidio decurtato dopo rifiuto a lavoro

Nuove regole per il Reddito di cittadinanza: il decalage scatta dopo il primo rifiuto di una offerta di lavoro congrua

09 Novembre 2021

Reddito di cittadinanza, nuove regole: sussidio decurtato dopo rifiuto a lavoro

Fonte: lapresse.it

Terminata la riunione a Palazzo Chigi sulla manovra e il Reddito di cittadinanza, che, arrivata già la conferma, avrà nuove regole. Unico assente alla riunione il ministro dell'Economia Daniele Franco impegnato a Bruxelles. "Il disegno di legge di Bilancio è stato approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri nella riunione di giovedì 28 ottobre", si legge in una nota di Palazzo Chigi. "Per questo motivo non si rende necessario alcun nuovo passaggio o esame in Cdm". Nelle nuove regole, certo il decalage del Reddito di cittadinanza che scatterà dopo il rifiuto di una offerta di lavoro congrua.

Reddito di cittadinanza, nuove regole

"Il decalage partirà dopo la prima domanda di contratto congruo rifiutata - ha fatto sapere il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli (M5s) -. Tutto il resto delle disposizioni già presentate nella richiesta contenuta nella legge di Bilancio come uscito dal Cdm, rimangono inalterate. Ma per noi era fondamentale che il decalage partisse dopo il primo rifiuto e non in modo automatico". Ed è lo stesso Patuanelli a speigare: "Il tavolo di questa mattina era legato ad alcuni elementi di dettaglio di modifiche che la legge di Bilancio propone per il reddito di cittadinanza. In particolare, per noi era fondamentale che il decalage partisse da un elemento di decisione presa dal precettore e non in modo automatico, perché è chiaro che noi puntiamo a ricollocare tutte le persone che hanno accesso al reddito di cittadinanza. Ma il decalage non può partire dopo tre mesi, ad esempio, e quindi questa nostra proposta è stata accolta". 

Dopo la riunione di martedì 9 novembre, sono stati rivisti anche altri requisiti di età per l'anticipo pensionistico con Opzione donna. A quanto si apprende al termine della riunione a Palazzo Chigi, la norma della legge di bilancio 2021 dovrebbe essere modificata rispetto all'ipotesi iniziale e il criterio di età per accedere alla misura dovrebbe essere abbassato, come aveva già anticipato il ministro Andrea Orlando. Nella ipotesi iniziale l'età per Opzione donna si alzava a 60 anni e invece dovrebbero essere confermati i parametri attuali di pensionamento anticipato con 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome.

Legge di bilancio, la questione Superbonus 

"In vista del possibile ritorno della manovra in Consiglio dei ministri, riteniamo indispensabile che il Governo inserisca nel testo le modifiche necessarie a prorogare il Superbonus 110% anche per i detentori di abitazioni unifamiliari ed edifici indipendenti - affermano i deputati del Movimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro, Luca Sut e Patrizia Terzoni -. Serve una linea di indirizzo chiara da parte dell'Esecutivo: il disegno di legge di Bilancio che andrà in Gazzetta Ufficiale deve contenere la proroga anche per questa tipologia di edifici, rimuovendo sia il tetto dei 25.000 euro ISEE sia la data del 30 settembre 2021 come termine per presentare le comunicazioni agli uffici comunali".

E ancora: "Il presidente Draghi e il ministro Franco prendano atto della richiesta che giunge da tutte le forze politiche e inseriscano in manovra le proposte di modifica messe a punto dal Movimento 5 Stelle. Abbiamo messo sul tavolo un'opzione alternativa che non crea ostacoli neanche sul fronte delle coperture, per cui non c'è ragione di attendere oltre. Non possiamo lasciare centinaia di migliaia di famiglie, tecnici e imprese nel limbo. Il Parlamento farà la propria parte ma è importante che il Governo metta subito un punto fermo". 

Reddito di cittadinanza, sussidio decurtato dopo rifiuto a lavoro

Oggi a un percettore del RdC "lavorare non conviene", ha scritto il Comitato scientifico sul Reddito di cittadinanza. Perché una proposta di lavoro sia congrua e quindi non rifiutabile dal punto di vista temporale basterà che il contratto superi un mese e non più tre mesi "per incoraggiare persone spesso molto distanti dal mercato del lavoro ad iniziare ad entrarvi e fare esperienza".

"Per quanto riguarda l'orario di lavoro ritenuto congruo, invece di riferirsi a rapporti di lavoro a tempo pieno o con orario di lavoro non inferiore all'80% di quello dell'ultimo contratto di lavoro, stante che in molti casi questo riferimento non è possibile, fare riferimento a rapporti con orario di lavoro non inferiore all'60% dell'orario a tempo pieno previsto nei contratti collettivi di cui all'art. 51, d.lgs. n. 81/2015". Infine, il Comitato propone di eliminare le "severe disposizioni che, ai fini della congruità dell'offerta lavorativa, fissano, dopo la prima offerta, il distanziamento del luogo di lavoro entro 250 chilometri dal luogo di residenza, ovvero su tutto il territorio nazionale, disposizioni palesemente assurde e inutilmente punitive per lavori spesso a tempo parziale e con compensi modesti".

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