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Elezioni comunali, si completa il disastro della destra: 0-5. Sovranisti umiliati

Ai ballottaggi percentuali clamorose nelle vittorie del centrosinistra a Roma e Torino. Il centrodestra tiene solo a Trieste, ma grazie a Forza Italia. Naufragio Lega (anche a Varese e in Veneto) e FdI. Ma il vero vincitore è l'astensionismo

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Giorgia Meloni e Matteo Salvini (fonte foto LaPresse)

Ora il disastro è completo. Dopo Milano, Bologna e Napoli anche Roma e Torino finiscono al centrosinistra con i risultati dei ballottaggi delle elezioni comunali. Cinque a zero. Risultato netto e senza appello: un vero e proprio "cappotto", con tutte le grandi città che finiscono ai candidati del Partito Democratico o comunque di coalizione. Nemmeno uno a quelli del centrodestra. La sconfitta è netta anche allargando l'orizzonte: al centrosinistra vanno 13 capoluoghi su 20. Anche alcuni di quelli che si davano per scontati ai rivali, come per esempio Latina e Savona. Non è finita. Al centrosinistra finisce anche Varese, mentre la Lega riesce a perdere persino in tre comuni del Veneto. Segno che forse neppure la linea nordista di Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia se la passa benissimo. 

Elezioni comunali, il centrosinistra vince quasi dappertutto, compresa Latina

Significativa anche la proporzione della vittoria del centrosinistra che con Gualtieri a Roma e Lo Russo a Torino arriva a cavallo del 60%. Tutti gli altri capoluoghi al ballottaggio vanno a sinistra. Il centrosinistra si conferma a Varese, dove non riesce il ribaltone alla Lega, che si vede sfilare anche Savona. E al ballottaggio la coalizione progressista vince a Latina, Caserta, Cosenza e Isernia, dopo averlo fatto al primo turno anche a Ravenna e Rimini. Colpisce in particolare il caso di Latina, città tradizionalmente di destra al centro del caso Durigon nelle scorse settimane. Al centrodestra va solo Trieste con Di Piazza confermato per la quarta volta. Una vittoria più personale che non di coalizione. E comunque si tratta di un uomo di Forza Italia, altro segnale che la destra sovranista non gira più come dovrebbe.

Giorgia Meloni ha riconosciuto che si tratta di una sconfitta, "ma non di una debacle" e ha espresso la necessità di una "valutazione approfondita nel centrodestra" per capire le cause. "Come volevasi dimostrare, il centrodestra a trazione sovranista e populista consegna il paese al governo della sinistra", ha intanto criticato il leader della Buona Destra Filippo Rossi commenta i risultati dei ballottaggi nelle maggiori città italiane. "Salvini e Meloni - prosegue - sono la destra che fa più comodo alla sinistra, una destra talmente irresponsabile che non potrà mai governare un grande paese come l’Italia. Ormai è evidente: Salvini e Meloni - conclude Rossi - sono gli utili idioti di una sinistra che grazie a loro e al loro estremismo risulta senza meriti più credibile"

Non la pensa così Salvini, che sminuisce l'esito del voto sottolineando l'alto astensionismo. "Gli elettori hanno sempre ragione, se a Roma ha vinto Gualtieri, buon lavoro a Gualtieri, se a Trieste ha vinto Di Piazza, buon lavoro a Di Piazza. A Cosenza c'erano due Caruso, quindi buon lavoro a Caruso, a prescindere. Però se uno viene eletto sindaco da una minoranza della minoranza, evidentemente è un problema, non per un partito ma per la democrazia".  Salvini rivendica comunque il fatto che il centrodestra ha più sindaci che in passato. "Noi andavamo al ballottaggio in 65 Comuni, il centrodestra aveva otto sindaci uscenti. Al momento, ma siamo ancora in alcuni casi in alto mare, con i dati che abbiamo al momento il centrodestra passa da 8 a 10 sindaci nelle città che vanno al ballottaggio. In Lombardia c'erano al ballottaggio 10 Comuni, 8 erano amministrati i dal centrosinistra e due dal centrodestra, siamo passati da 8 a 2 a 5 a 5 se dovessimo fare un riassunto calcistico". 

Gioisce invece il centrosinistra, che chiaramente tiene in secondo piano l'elemento dell'affluenza e sottolinea il risultato generale. “Ha pagato aver scelto i migliori candidati, l’unità del centrosinistra ma anche il lavoro fatto al governo, con la coerenza è la chiarezza sulle vaccinazioni e sul Green Pass” ha detto il segretario del Pd Enrico Letta commentando i risultati dei ballottaggi nella sede del Nazareno. “Dopo una vittoria cosi superiore a qualsiasi aspettativa, che va oltre il voto per le città, noi potremmo avere interesse ad andare subito al voto nazionale per cogliere l’onda. Ma la nostra forza è im fatto di non andare dietro ad interessi di parte. Quindi dico qui che questo voto rafforza il governo Draghi”, ha aggiunto, dicendosi convinto che "il ruolo del Pd è quello del partito guida e del partito federatore. Se non ha questo ruolo perde la sua ragione d’esistere. Nei prossimi giorni e settimane ragioneremo con tutti quelli che sono stati i nostri alleati e che considero parte del campo largo di centrosinistra”. Si continua sulla strada del nuovo Ulivo, dunque.

Bisognerà capire che cosa ne pensa il Movimento Cinque Stelle, non pervenuto in una tornata elettorale che lo ha visto sostanzialmente scomparire dalla sfera del visibile. Totalmente appiattito sul Pd, almeno il suo leader (non si sa ancora per quanto) Giuseppe Conte può mirare al seggio lasciato libero da Gualtieri alle suppletive.

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