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Reddito di cittadinanza 2021, Conte contro Salvini e Meloni: "Giù le mani"

Maggioranza spaccata con le dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle. E Draghi tergiversa: "Qualcosa cambierà"

15 Ottobre 2021

Conte contro Salvini

Salvini Conte (foto LaPresse)

Giuseppe Conte sul reddito di cittadinanza lancia una frecciatina a Salvini e Meloni e chiede che la misura non venga toccata. Nella giornata tra le più controverse degli ultimi tempi tra proteste per il green pass e movimenti ai vertici di governo, continuano le tensioni alla maggioranza. Questa volta l'oggetto conteso è il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, sul quale il presidente del consiglio Mario Draghi non sembra ancora avere le idee chiare. Interviene decisamente più polemico il leader del M5S, che senza mezzi termini ha invitato i suoi oppositori a togliere le mani dal reddito.

Reddito di cittadinanza 2021, Conte contro Salvini e Meloni: "Giù le mani"

"Giù le mani dal reddito di cittadinanza". Così il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Salvini, a conclusione della giornata di ridefinizione dei finanziamenti per la misura del rdc. Il reddito sarebbe uno strumento utile, nonostante le controversie emerse negli ultimi tempi che secondo alcuni politici dimostrano il contrario. Durante il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre Conte decide di dare voce alla sua opinione. Ma non si è limitato a difendere il reddito. Ha infatti puntato il dito senza troppi problemi ai colleghi Salvini e Meloni, incolpandoli di volere mettere le mani sul reddito di cittadinanza senza preoccuparsi delle conseguenze. Il mezzo per la stoccata, come tipico della politica dei nostri tempi, è nuovamente il social media di Zuckenberg, Facebook.

"Ogni giorno Salvini e Meloni si svegliano e lottano contro i sostegni dello Stato alle persone e alle famiglie in difficoltà economica. A ogni occasione alcune forze anche di maggioranza si danno da fare per sabotarli. Si battono contro gli aiuti per chi è senza lavoro, per chi lo sta cercando o affonda nel precariato, senza percepire paghe dignitose". Conte persevera nella linea che considera il rdc un "aiuto" e un "sostegno indispensabile", rigettando le accuse di spreco che in molti (anche tra chi lo ha ricevuto) hanno lamentato. Nel farlo, critica aspramente chi come Lega e Fdi avrebbe a suo avviso sabotato la misura.

Reddito di cittadinanza, Conte: "Lo stiamo migliorando"

"Noi ci rimbocchiamo le maniche per trovare soluzioni. Invito Salvini e Meloni, così come quelli che la pensano come loro al governo, a fare lo stesso". Pur nella critica ai suoi oppositori, Conte ammette che una revisione del reddito sia necessaria. A tale proposito, anche il premier Mario Draghi ha dato adito alle voci nella maggioranza che vorrebbero una ristrutturazione della misura. In molti tra politici e cittadini hanno infatti lamentato le problematiche di abuso che il reddito, anche se era stato concepito come una misura di aiuto, ha comportato. Per Conte però, è inaccettabile attaccare in toto il rd, che definisce uno "strumento di civiltà". E a tale proposito incalza contro Salvini e Meloni, che a suo avviso dovrebbero "smetterla di assaltare uno strumento di civiltà". E conclude perentorio: "Noi non lo permetteremo".

Gìu le mani dal reddito, dunque. Ma con il cuore in pace. Secondo quanto dichiarato sui social dal leader M5S, il partito "è al lavoro per migliorarlo sul lato delle politiche attive e di inserimento nel mercato del lavoro, da sempre carenti in Italia". L'ex premier si è poi dilungato in spiegazioni (sempre in formato social) su quello che il M5S avrebbe fatto nel migliorare il reddito di cittadinanza: "Ci siamo sempre dati da fare per tutte quelle misure volte a creare opportunità di impiego, come dimostra l'oltre mezzo milione di contratti di lavoro siglati in 6 mesi con Decontribuzione sud: giovani, donne e uomini che grazie alla misura del governo Conte II hanno trovato la loro strada". Si attende la risposta da parte degli attaccati, che, come ci insegna la politica dei social network, sicuramente non tarderà ad arrivare.

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