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M5s, Di Maio e Fico sposano l'Ulivo di Letta. Ma Raggi si fa un caffè coi meloniani

Il segretario del Pd insiste sulla coalizione allargata del centrosinistra e una parte dei pentastellati ci sta. Il ministro degli Esteri e il presidente della Camera vanno alla festa di Bersani, intanto però Virginia Raggi flirta con Miche

07 Ottobre 2021

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Conte Di Maio (fonte foto LaPresse)

Il nuovo Ulivo cresce. Quell'insieme di partiti e partitini (qualcuno direbbe accozzaglia) che conquistò le politiche del 1996 e quelle del 2006, con in mezzo la sconfitta del 2001, sembra pronto a tornare. A capo c'è il Partito democratico di Enrico Letta, trionfatore alle elezioni comunali di pochi giorni fa. Ma dentro non ci sarebbe solo la costellazione più o meno variegata di partiti di sinistra. Le classiche forze da meno del 5%. No, dentro ci sarebbe anche il Movimento Cinque Stelle, quello che diceva che non si sarebbe mai alleato con nessuno e che poi si è alleato con tutti: Lega prima, Pd poi. 

Da Napoli parte un nuovo Ulivo

Il punto di partenza di questo nuovo Ulivo è il successo ottenuto a Napoli. "Un nuovo Ulivo? Io non ho questa ambizione perché sarebbe eccessivo e le formule politiche sono difficili da applicare a un'amministrazione locale che mira essenzialmente al buon governo della città, ma è indubbio che l'esperienza napoletana sia una buona sintesi", ha dichiarato sull'argomento il neo sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, rispondendo a Radio24 a una domanda sulla coalizione che ha sostenuto la sua candidatura, formata da Movimento 5 Stelle, Partito democratico e altri partiti di centrosinistra. "L'esperienza napoletana - ha spiegato l'ex ministro ed ex rettore - mette insieme quei valori delle forze progressiste che credo servano all'Italia di oggi, cioè essere insieme inclusivi e riformisti. Credo che questa sia la vera sfida che abbiamo tutti davanti".

Conte e Di Maio alla festa di compleanno di Bersani con tutta l'intellighenzia Pd

Ma intanto sopra la sua testa le cose si muovono in maniera parecchia fluida. Già era stata significativa la presenza di Conte e Di Maio proprio sul palco di Napoli per celebrare la vittoria di Manfredi, ancora di più la presenza dello stesso ministro degli Esteri e anche del presidente della Camera Roberto Fico, da sempre trait d'union del M5s verso il centrosinistra, alla festa per i 70 anni di Pierluigi Bersani. Uno al fianco dell'altro c'erano Romano Prodi, Massimo D'Alema, Livia Turco, Barbara Pollastrini, Walter Veltroni, Dario Franceschini, Lorenzo Guerini, Roberto Speranza, Andrea Orlando, Giuseppe Provenzano, Nicola Zingaretti ed Enrico Letta. La formazione piddina al gran completo. E fin qui nulla di strano. 

Raggi intanto si fa un caffè con Michetti

Ma, appunto, la pattuglia del M5s presente alla festa era molto nutrita. Oltre a Di Maio e Fico c'erano infatti anche due ministri come Stefano Patuanelli e Federico D’Incà. Il leader politico Giuseppe Conte, invece, ha declinato l'invito pur se invitato. Ma il segnale è molto chiaro. Il M5s è disponibile a parlare con il Pd e trattare sul futuro, per provare a preparare insieme l'assalto alle elezioni del 2023. Proprio quella coalizione allargata da Letta. Eppure, c'è un neo tra tutti questi baci e abbracci. In particolare, quanto avviene a Roma. Già avevamo raccontato di una Virginia Raggi pronta a sfidare Conte e Grillo con una sua corrente, ipotesi che prende quota dopo la notizia che la sindaca uscente accetterà un caffè con il candidato di centrodestra Enrico Michetti. Tanto che Letta avrebbe già chiarito al M5s: "O state di qua o state di là". I piani per l'Ulivo rischiano di essere minacciati dalla Raggi improvvisamente filomeloniana.

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