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Lega, l'eurodeputata Donato lascia: "Valori in cui credo calpestati da mesi"

Le parole di addio di Francesca Donato: "Ringrazio Salvini per le battaglie che continua a combattere nel suo delicato e difficile ruolo, nonché per lo spazio concessomi, senza mai censurare le mie personali opinioni"

21 Settembre 2021

Lega, l'eurodeputata Donato lascia: "Valori in cui credo calpestati da mesi"

Fonte: Facebook @FrancescaDonato

L'eurodeputata Francesca Donato lascia la Lega e il suo addio è tutt'altro che pacifico. Eletta nel 2019, è stata una delle donne che in politica ha più combattuto contro le decisioni del Governo in tema di Green pass e vaccini Covid: da sempre la Donato è, come il suo ex leader, contraria a restrizioni e imposizioni e si batte per la libertà di scelta degli italiani. "Dopo una lunghissima e approfondita riflessione, sono giunta alla sofferta decisione di uscire dal partito nel quale sono stata eletta", ha scritto sul suo profilo Facebook. Il motivo del suo addio al Carroccio? Il partito è ormai, secondo l'ex leghista, troppo diviso.

Francesca Donato lascia la Lega: l'annuncio ufficiale

"La mia scelta - si legge ancora sui suoi profili social - è maturata dopo mesi in cui i valori in cui credo fermamente – quelli dell’uguaglianza, della libertà individuale e della dignità umana – sono stati sempre più calpestati dai provvedimenti presi dal governo nazionale, di cui la Lega fa parte. Nonostante le rassicurazioni e le battaglie interne del nostro leader, sono passati decreti liberticidi e discriminatori che – a mio avviso – sono incompatibili con i principi fondamentali del nostro ordinamento". La Donato si riferisce, con ogni probabilità, al Green pass e al possibile obbligo vaccinale. 

Poi sul suo blog si legge: "Preso atto della scelta del Segretario di permanere in questo governo qualunque atto esso compia, assunta anche in considerazione della volontà in tal senso prevalente dei ministri e governatori della Lega, ritengo che sia oggi un fatto di coerenza con i miei valori e di rispetto per i miei elettori ma anche per i miei colleghi di partito, fare un passo indietro e smettere di farne parte. Non intendo infatti creare ulteriori imbarazzi o problemi al Segretario federale o ad altri con le mie dichiarazioni o iniziative dissonanti rispetto alla linea indicata dal vertice".

"Ringrazio Matteo Salvini - ha scritto ancora Francesco Donato - per le battaglie che continua a combattere nel suo delicato e difficile ruolo, nonché per lo spazio concessomi, senza mai censurare le mie personali opinioni. Restano immutate la mia stima ed affetto per lui e per tutti i miei colleghi, con i quali continuerò a lavorare da esterna, ove possibile, con lo stesso spirito di collaborazione e lealtà, pur nel rispetto prioritario dei parametri etici che la mia coscienza mi impone. Ringrazio anche il Segretario Regionale siciliano On. Nino Minardo, galantuomo con cui ho sempre avuto rapporti di reciproca stima e lealtà.
Resterò membro del gruppo Identità e Democrazia al Parlamento Europeo, ma rimarrò fuori da altre collocazioni partitiche per poter svolgere nella massima indipendenza e sotto la mia personale responsabilità il mio ruolo politico in difesa della minoranza degli Italiani oggi etichettati come “no-vax”, gravemente discriminati e attaccati nel nostro Paese, e di tutti coloro che credono ancora nei valori della nostra Costituzione repubblicana, che pongono al centro il rispetto dei diritti umani per tutti i cittadini", ha concluso l'ormai ex eurodeputata leghista.

Secondo Francesca Donato infine, il leader del Carroccio Matteo Salvini ora si trova "in una posizione delicata" perché "rappresenta un partito con diverse anime", ma "c'è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi", ha detto la Donato intervistata da La Repubblica.

Donato lascia Lega, Fedriga chiarisce linea del partito: "Qui niente no vax"

A stretto giro, dal Carroccio, arriva il commento di Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della conferenza delle regioni. "Non dobbiamo tradurre anche l’epidemia in una lotta tra bande", chiarisce. "Dobbiamo convincere i cittadini a vaccinarsi, ma senza condannare chi ha paura altrimenti rischiamo di schiacciarlo verso la parte no vax. Nel primo partito d'Italia è normale che ci siano correnti diverse, ma dentro la Lega non c’è spazio per i no vax", dice a Radio Capital.

 
 

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