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Lega, sicuri comandi ancora Salvini? Asse tra Giorgetti e i governatori

Dietro il sì al green pass e alla vittoria della linea dei governatori si staglia il ministro dello Sviluppo economico. E c'è chi lo ritiene ormai un contro potere interno alternativo (o persino prevalente) rispetto a Salvini

14 Settembre 2021

Riaperture Covid, Giorgetti: "Se i dati sono questi si apre"

Giorgetti ai tempi del governo gialloverde - Fonte: LaPresse

"Bene Giorgetti. Governare è assumersi responsabilità e il vaccino è l'unico scudo che in questa pandemia può garantirci la libertà. Ma quante Leghe ci sono? Salvini è ancora il capo della Lega?". Se lo chiede Matteo Ricci, sindaco Pd di Pesaro e coordinatore dei sindaci del Partito democratico. E lo dice in riferimento alle dichiarazioni del ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti sull'ipotesi di estendere il green pass a tutti i lavoratori. Si tratta in realtà di una domanda legittima che si fanno ormai in molti dentro e fuori l'arco parlamentare. Appare infatti evidente che dentro la Lega ci siano due linee diverse, e da tempo: una più aggressiva, "popolare" e sovranista e una più di establishment. La prima portata avanti da Matteo Salvini, la seconda appunto da Giancarlo Giorgetti. 

Giorgetti e la linea su green pass e vaccino obbligatorio

"Noi sul green pass alla fine abbiamo votato il decreto legge e siamo convinti che bisogna fare tutto ciò che la prudenza ispira per contenimento della pandemia. Ci saranno altri passi da fare però ci vuole soprattutto il consenso dei cittadini, che siano tutti convinti senza creare divisioni", aveva detto Giorgetti a Teletruria a margine di una visita oggi in Umbria. "Obbligo vaccinale? Questo lo vedremo alla fine, è un'istanza da valutare per la sua delicatezza". Parole arrivate dopo una polemica interna che aveva messo in bilico il provvedimento, infine passato grazie anche al voto favorevole della Lega.

La doppia anima della Lega tra Salvini e Giorgetti

Giorgetti smentisce qualsiasi presa di distanza dalla linea Salvini e qualsiasi spaccatura, ma dall'esterno appare evidente che il Carroccio abbia sostanzialmente due anime. Già da tempo, e in diverse materie. Compresa la politica estera, su cui Salvini guardava al gruppo dei sovranisti e Giorgetti a quello dei popolari. La spaccatura viene smentita anche dai governatori, i "vincitori" della contesa. "Non credo che" nella Lega "ci sia una linea Giorgetti, credo che ci sia una linea per applicare le regole nel migliore dei modi senza creare tensioni sociali. Anche perché chi deve fare i controlli? Bisogna avere la titolarità per fare i controlli" ha detto per esempio il governatore lombardo Attilio Fontana.

Zaia: "Lega spaccata? Solo fantasie"
 

Stessa musica da Luca Zaia. "Di certo sento più Salvini che Giorgetti, Giorgetti lo sento una volta al mese se è tanto, e sfido ad essere smentito. Ho altro di cui occuparmi, qui c'è un casino ogni giorno", ha commentato il presidente del Veneto. "Quanto alla posizione della Lega Salvini ha voluto convocare una riunione con i governatori e fatto un documento di 5 punti che è chiaro - ha proseguito - tutto il resto è divagazione sul tema. Siamo in campagna elettorale, capisco che è ghiotto il dibattito iniziato, e purtroppo anche maldestramente ci siamo entrati pure noi. Leggo cose allucinanti: scrivere di una presunta chat significa davvero esser "presi male". Anzi, se qualcuno ce l'ha autorizzo a pubblicarla con tutti i miei messaggi perché non esiste". 

La domanda posta all'inizio, però, resta valida.
 
 

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