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Vaccino, Renzi: "Terza dose inevitabile". Ma a dicembre tutti dicevano che ne bastava una

Il leader di Italia Viva: "Si tratta di dose necessaria, prima si parte e meglio è"

27 Agosto 2021

Vaccino, Renzi: "Terza dose inevitabile". Ma a dicembre tutti dicevano che ne bastava una

Fonte: lapresse.it

La terza dose di vaccino contro il Covid per Matteo Renzi è "inevitabile e necessaria e prima si parte meglio è". Il leader di Italia Viva si è espresso così nella sua Enews sul tema che monopolizza il dibattito sul coronavirus. Per il Covid "è una strada ancora lunga, come ha spiegato il professor Fauci qualche giorno fa. Ma è una strada molto più pianeggiante dei mesi scorsi, quando invece dovevamo scalare montagne impervie. Abbiamo il vaccino, fondamentale. Io sono tra quelli che pensano che la terza dose sia inevitabile e necessaria e prima si parte meglio è", scrive Renzi.

Il leader di Italia viva ha però dimenticato quando, a dicembre, all'inizio della campagna vaccinale in Italia, tutti - medici e politici compresi - che sarebbe bastata una sola dose per "sconfiggere il Covid". Adesso siamo già alla terza, con la prima regione che è tornata in zona gialla, la Sicilia, a dimostrazione che il copione non è cambiato dall'anno scorso, quando però i vaccini non c'erano.

Vaccino, Renzi: "Terza dose inevitabile"

"Ma, indipendentemente da questo mio giudizio, non dimentichiamo - ha comunque aggiunto l'ex premier - che stanno finalmente arrivando i monoclonali di cui abbiamo parlato anche nei nostri incontri con il professor Rappuoli. Torneremo su questo argomento perché è decisivo. E perché dimostra, una volta di più, che sulla sanità vanno messi più soldi, anche utilizzando il Mes". E anche qui Renzi ha dimenticato un particolare. Era stato proprio lui ad avere il record per i maggiori tagli fatti alla Sanità.

Renzi comunque parla anche di Afghanistan e talebani. Sul primo punto: "La tragedia dell’aeroporto fa male al cuore, molto male al cuore. Ma dobbiamo essere intellettualmente onesti: non è che l’inizio. Gli estremisti islamici che i Talebani dicono di voler condannare a parole sono gli stessi che nella precedente esperienza di governo talebana hanno trovato rifugio grazie alle sponde di Kabul. Oggi la priorità è l’evacuazione, certo", scrive Renzi. "Ma la verità è che, da quando abbiamo scelto di lasciare l’Afghanistan, il mondo è un posto meno sicuro. E che questa consapevolezza deve portare a una svolta almeno tre player istituzionali: il G20, la Nato, che sta facendo figuracce sul terreno e non può limitarsi a fare improbabili conferenze stampa; l’Europa", prosegue.

"Nel frattempo, i Talebani - aggiunge l'ex premier - fanno una cosa che mi colpisce molto: proibiscono la musica. Voi direte: 'ma che te frega della musica quando ci sono le bombe?'. Certo, le immagini dei corpi smembrati all’aeroporto sono fonte di dolore e lasciano sbigottiti. Ma l’idea che sta alla base dell’estremismo non vuole farti solo paura con il terrore. Quando non ti uccide, l’estremismo vuole farti vivere nel terrore, senza gioia, nell'angoscia. Senza la musica, senza la cultura, senza la bellezza. È una forma di tortura anche questa". Infine: "I Talebani uccidono il comico Nazar Mohammad: non possono tollerare che si balli, che si canti, che si rida, che si studi. Siamo davanti a una battaglia militare ma anche a una gigantesca battaglia culturale".

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