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Ddl Zan, Salvini a Letta: "Martedì incontro per una mediazione o finirà male"

Il ddl Zan sarà discusso di nuovo al Senato il 20 luglio

17 Luglio 2021

Salvini

Fonte: lapresse.it

La discussione sul Ddl Zan continua a scuotere la cronaca. L'ultimo a prendere la parola a riguardo è stato Matteo Salvini: "Propongo a Enrico Letta, per l'ennesima volta, una mediazione come chiesto anche dalla Santa Sede. Vediamoci martedì, prima che il testo arrivi in Aula, per togliere i punti critici degli articoli 1, 4 e 7. Se Letta non accettasse, la legge Zan finirebbe male e tutta la responsabilità cadrebbe sulle spalle del Pd". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. circa il disegno di legge contro l'omotransfobia.

Ddl Zan, Salvini a Letta: "Martedì incontro per una mediazione o finirà male"

Il ddl Zan sarà discusso di nuovo al Senato il 20 luglio. Intanto nella giornata di ieri Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ha attaccato il Pd e il Movimento 5 stelle, asserendo che, in merito ddl Zan, sono troppo deboli per esibirsi in prove di forza. L'azzurro ha fatto riferimento ai numeri che vantano assieme le due forze favorevoli al ddl Zan, le quali  non possono competere con le forze radunate del Centrodestra. Per questo, spiega Occhiuto, la strada dovrebbe essere quella del compromesso: fare passare la riforma ma soltanto dopo un "passo indietro da parte di tutti". 

"Adesso anche all'interno del Partito democratico si sta aprendo una breccia di buon senso", continua il capogruppo di Forza Italia. "Eliminando dal ddl Zan le misure che limitano la libertà di espressione, e lasciando da parte la teoria gender spiegata nelle scuole, si può arrivare ad un compromesso".

Ddl Zan, Pillon: "Un uomo un domani può accedere alle quote rosa"

Dello stesso parere anche l'esponente leghista Simone Pillon: "Forse pensano di poter vincere una prova di forza. Spiace, perché la politica serve a cercare insieme il bene comune, non a imporre soluzioni di parte", ha concluso il leghista, intervistato ai microfoni de Il Giornale d'Italia. Simone Pillon ha anche sciorinato i tanti problemi - per chiamarli in modo semplicistico e non volgare - legati all'approvazione dello stranamente fin troppo discusso - in un'epoca dominata dal Covid, con varie crisi economiche e sociali che fanno da cornice - ddl Zan. "Gli aspetti problematici riguardano le definizioni di cui all'articolo 1, che mischiano il sesso con genere e identità di genere", inizia Pillon. "Così dovremo dare spazio alle autopercezioni e un maschio potrà sentirsi donna e usare le quote rosa o i bagni delle donne o correre nelle gare femminili". Tutto questo, all'esponente leghista - e per la verità non solo lui - "pare una follia".

"Anche gli articoli 2 e 4 sono pericolosi", prosegue Pillon. "Perché introducono il delitto di istigazione alla discriminazione". Questo, dice, "vuol dire tutto e niente". Il leghista si riferisce al fatto che, un domani, se passasse il ddl Zan, potrebbe venire accusato di discriminazione anche chi semplicemente si 'azzarda' a dire che gli omosessuali non dovrebbero poter adottare figli, o che, nelle liste di adozione, dovrebbero quantomeno venire dopo le coppie etero. Tali articoli, asserisce Pillon, "limitano la libertà di espressione e di culto". Ma ancora non è finita. C'è infatti anche "l'articolo 7", il quale "prevede l'obbligo per le scuole di celebrare la giornata della omofobia, lesbofobia, transfobia e bifobia, introducendo", così, sempre nelle scuole, "la teoria Gender".
 

 

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