lavoro
16 Febbraio 2026
Roma, 13 feb. (Labitalia) - Non più un evento episodico o un benefit aziendale, ma una vera e propria infrastruttura vitale per la sopravvivenza delle imprese. Nel 2026, la formazione professionale cambia pelle, trasformandosi in un processo invisibile, continuo e cruciale per lo sviluppo del business. In un mercato sempre più complesso e dinamico, dove le hard skills diventano obsolete in meno di 24 mesi, la capacità di disimparare e imparare di nuovo rappresenta l’unico vero vantaggio competitivo, capace di fare la differenza. E' questo lo scenario che emerge dall’analisi di Efi (Ecosistema formazione Italia), che fotografa un anno di profonda transizione che non possiamo più ignorare.
"Il 2026 - precisa Kevin Giorgis, presidente di Efi Ecosistema formazione Italia - segna il definitivo superamento della formazione intesa come semplice adempimento o capitolo di spesa residuo. Siamo di fronte a un nuovo mondo: la formazione deve diventare un’infrastruttura abilitante, leggibile e misurabile nei risultati. La vera sfida per l'Italia non è solo adottare l'Ia, ma garantire che il capitale umano non resti indietro. Senza una cultura del cambiamento e in assenza di percorsi di reskilling efficaci, le tecnologie più avanzate rischiano di restare scatole vuote. Come Ecosistema formazione Italia, sentiamo la responsabilità di guidare le imprese in questa transizione, trasformando il timore dell'obsolescenza in un'opportunità di crescita sostenibile, con un enorme vantaggio per tutti”.
L’Ia e l’hr analytics: dal passato alla predizione. L’intelligenza artificiale non è più una visione futuristica, ma una prassi consolidata che ridefinisce il ruolo delle Risorse Umane. Se fino a ieri gli hr analytics descrivevano il passato, nel 2026 diventano predittivi e prescrittivi. Gli strumenti digitali permettono oggi di anticipare il rischio di turnover, individuare i gap di competenze prima che diventino critici e monitorare il benessere emotivo dei lavoratori, prevenendo stress e cali di motivazione. L’accelerazione tecnologica ha portato con sé nuove sfide psicologiche, come la Fobo (Fear of being obsolete). La paura di essere sostituiti dall’automazione colpisce trasversalmente tutti i settori, con un picco in ambito tech (dove l’innovazione è rapidissima).
“In questo contesto - aggiunge Stefano Marchese, vicepresidente di Efi Ecosistema formazione Italia - l’upskilling e il reskilling non servono solo a produrre di più, ma sono strumenti di welfare aziendale: formare le persone significa rassicurarle, investendo sulla loro impiegabilità futura e trasformando il tecnostress in motivazione. La formazione, dunque, non è più un accessorio ma una leva strategica su cui dobbiamo puntare. Creare un ecosistema all’interno del quale tutti gli stakeholder collaborino e interagiscano è la nostra mission”. La trasformazione digitale esige manager diversi. Il modello gerarchico tradizionale cede il passo a una leadership flessibile, basata sull'ascolto e sulla facilitazione. Nel prossimo futuro, il manager di successo sarà sempre più vicino ad un coach che accompagna la crescita dei collaboratori, valorizzando lo skills-based hiring (assunzioni basate sulle competenze reali) rispetto ai soli titoli di studio.
Il gap italiano e la sfida europea. Nonostante i segnali positivi, l'Italia affronta una sfida strutturale. Mentre l’UE punta all’80% di adulti con competenze digitali entro il 2030, l'Italia (pur risalendo all'11,6% di partecipazione alla formazione) resta sotto la media europea. La formazione non può essere un elemento accessorio perché, senza persone formate, gli investimenti in innovazione rischiano di restare al palo. Tutti questi temi - l’Ia predittiva, la gestione della Fobo, la leadership coach, la certificazione delle competenze, l’innovazione delle startup HrTech ed EdTech, la formazione finanziata, le sfide e le politiche per un efficace inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, la competitività del Sistema Italia nel mercato globale – saranno al centro della terza edizione dell'Innovation training summit, che si terrà a Roma il 26 e 27 marzo a Roma presso il centro congressi Auditorium della Tecnica.
Con oltre 250 relatori nazionali e internazionali, 3.500 partecipanti, 150+ media e community partner, il Summit rappresenta oggi il più grande evento sulla formazione in Italia. Punto di riferimento del settore, coinvolge decisori, innovatori, hr manager, formatori che desiderano trasformare il cambiamento in un asset strategico. Due giorni di confronto serrato e costruttivo per passare dalla retorica dell'innovazione all'ingegneria dei processi formativi, per costruire un ecosistema in cui il talento umano resti il fulcro di ogni evoluzione tecnologica. Il summit riunisce istituzioni, imprese, startup, università, centri ricerca, fondi interprofessionali e attori del sistema produttivo per condividere conoscenze e trasformare le sfide in opportunità. Quest’anno, per la prima volta in assoluto, si terrà, collaterale all’evento principale, il Symposium della formazione, momento strategico oltre che sistemico, che nasce con un obiettivo preciso: far dialogare l’ecosistema italiano della formazione e del lavoro e mettere a fattore comune esperienze, dati e idee e costruire insieme soluzioni concrete per il futuro delle competenze in Italia. Rivolto a circa 200 stakeholder su invito, è promosso dall’Associazione ecosistema formazione Italia, in collaborazione con Studio Galvan.
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