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Tribunale Unificato dei Brevetti, Milano si candida come sede europea

L’Italia sta sostenendo la candidatura di Milano come nuova sede della sezione centrale dopo Londra. Intervista all'avv. Antonio Bana.

Di Paolo Brambilla

10 Giugno 2021

(fonte Pixabay)

Risale al 2013 un primo accordo europeo che aveva come scopo l'unificazione dei diversi tribunali nazionali dei brevetti sotto l'unica egida di un Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB) creato con la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE.

Tribunale Unificato dei Brevetti: occorre una nuova sede

La Brexit ha portato alla necessità di ricollocare la sede del TUB, finora ospitata da Londra, aprendo così la strada alla candidatura di Milano. Il Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB) è corte sovranazionale e organo giurisdizionale unificato per la composizione delle controversie relative sia ai brevetti europei sia ai brevetti nuovi con effetti di carattere unitario.

Il brevetto unitario

Ricordiamo che il brevetto europeo con effetto unitario (“brevetto unitario”) sarà rilasciato dall'Ufficio Europeo dei brevetti (EPO) e consentirà, attraverso il pagamento di una unica tassa di rinnovo direttamente all'EPO, di ottenere contemporaneamente la protezione brevettuale nei 25 paesi UE aderenti all'iniziativa: Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Polonia, Malta, Cipro, Grecia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia, Portogallo, Austria, Romania, Bulgaria, Ungheria, Irlanda.

Il brevetto unitario non si sostituirà, ma semplicemente si affiancherà, alla tutela brevettuale oggi esistente a livello nazionale (ad esempio in Italia presso l’UIBM) e a livello europeo (presso l’EPO). Tuttavia esso sarà operativo solo dopo l’entrata in vigore dell’Accordo internazionale sul Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB).

Sono ancora incerti i tempi entro cui ciò potrà avvenire a causa della concomitanza di due elementi: il ritardo nella ratifica dell’Accordo TUB da parte della Germania e l’impatto della Brexit sul sistema del brevetto unitario. “Che il brevetto unitario divenga realtà è una necessità per l’Europa, oggi forse più che mai” ha detto Antonio Campinos, Presidente dell’Ufficio europeo dei brevetti, rivolgendosi alla Commissione giuridica del Parlamento europeo il 12 aprile 2021.

Milano in lizza per ospitare la sede

Sono in lizza anche Danimarca e Paesi Bassi, ma l’Italia sta sostenendo la candidatura di Milano, che già ospita una sezione locale del TUB, perché diventi la nuova sede della sezione centrale originariamente assegnata a Londra. In effetti però finora il Comitato preparatorio TUB ha deciso soltanto che il lavoro della sezione centrale “life sciences” fosse temporaneamente diviso fra le sezioni del TUB assegnate a Parigi e a Monaco.

L’Italia ha chiesto invece che la sezione centrale di Londra sia riassegnata definitivamente ai sensi dell’Accordo TUB, sottolineando che è l’Italia il Paese cui spetta ospitarla, nel rispetto delle norme dell’accordo stesso e della selezione già effettuata a suo tempo. La questione è stata nuovamente sollevata molto di recente dal governo Draghi durante un incontro fra i ministri della giustizia italiano e francese; è auspicabile che il negoziato si concluda positivamente per la candidatura di Milano.

Il capoluogo lombardo si configura come il candidato più qualificato per ospitare la sede del Tribunale, anche in base alle sue tradizioni industriali, commerciali, economico-finanziarie e alla sua indiscussa capacità di fare innovazione. Su questo argomento sentiamo il parere dell'avv. Antonio Bana, Partner dello Studio Legale Bana

Intervista all'avv. Antonio Bana

Anzitutto, che cos'è esattamente il Tribunale Unificato dei Brevetti?

"Si tratta di una corte sovranazionale con competenze sulle violazioni e sulle validità dei brevetti europei e di quelli unitari. Quindi è un organo giurisdizionale unificato per la composizione delle controversie relative sia ai classici brevetti europei, sia ai brevetti nuovi con effetti di carattere unitario. Questo in pochissime parole".

Possiamo allora affermare che questo organismo svolge una funzione fondamentale nello sviluppo dell'economia?

"Assolutamente sì, perché il brevetto è un titolo in forza del quale si conferisce al titolare un monopolio temporaneo di sfruttamento di un trovato, per un periodo di tempo limitato. In questo diritto di esclusiva conferito dal brevetto noi possiamo inserire invenzioni industriali, modelli di utilità, nuove varietà vegetali, per esempio. Ecco cosa è l’importanza di un brevetto. Se poi vogliamo, ma non penso sia il caso di aprire una discussione adesso, si potrebbe parlare di questioni ancor più delicate, come quelle che riguardano i brevetti sui vaccini, la questione Covid, e così via".

Ma perché proprio Milano?

"Sicuramente la prospettiva della scelta di Milano merita di essere presa nelle giuste considerazioni.
In primo luogo in base ai criteri, a suo tempo seguiti nel designare Londra, il Regno Unito era al terzo posto per numero di brevetti, l’Italia era quarta e quindi in logica successione a Londra.
In secondo luogo dall’Italia viene il 52% dei farmaci venduti nell’unione Europea, dunque anche sotto questo profilo l’Italia è il candidato naturale, ideale per ospitare la sezione del Tribunale Unificato dei Brevetti, anche per i brevetti - naturalmente - farmaceutici.
In terzo luogo l’Italia è un simbolo di cultura, di moda, di design, dei settori più innovativi come il biomedicale, la meccanica, l’intelligenza artificiale".

Come possiamo concludere questa breve intervista?

"Milano costituisce un punto di riferimento autorevole nel mondo della ricerca: pensiamo soltanto al polo universitario, ai poli di eccellenza. Posso citare in questo caso specifico il Politecnico, il San Raffaele, l’Humanitas: non a caso sono tutti attivi nel settore del pharma e del life science, quindi direi che diventa quasi naturale sostenere – e dobbiamo sostenere assolutamente – la candidatura di Milano con grandissima forza".

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