Ilaria Salis, perquisita la sua stanza d'hotel a Roma prima del corteo No Kings, questura: "Atto dovuto richiesto da Germania"
Controllo in hotel all’alba: Salis denuncia un atto intimidatorio legato al corteo, mentre la Questura parla di routine su segnalazione estera e nega ogni finalità politica
L'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, ha subito una perquisizione all'alba di oggi, sabato 28 marzo, nella sua stanza d'hotel a Roma. La Questura capitolina ha giustificato l'atto come "dovuto", anche in base al nuovo decreto Sicurezza, ed è stato svolto sotto segnalazione della Germania. Salis ha subito denunciato il gesto come "intimidatorio" e legato al corteo No Kings di oggi pomeriggio.
Perquisita la stanza d'hotel di Ilaria Salis prima del corteo No Kings sotto segnalazione della Germania
Il caso che coinvolge Ilaria Salis accende il dibattito politico alla vigilia della manifestazione No Kings a Roma. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra ha denunciato un controllo delle forze dell’ordine avvenuto all’alba nella sua camera d’albergo, parlando di un intervento durato circa un’ora e definendolo un “controllo preventivo” legato al corteo previsto nel pomeriggio.
Secondo il racconto della parlamentare, gli agenti si sarebbero presentati chiedendo verifiche nonostante lei si fosse immediatamente qualificata. Sui social, Salis ha attaccato duramente il governo guidato da Giorgia Meloni, parlando di “Stato di polizia” e collegando l’episodio al recente decreto Sicurezza.
Di tutt’altro tenore la versione fornita dalla Questura di Roma. Le autorità spiegano che l’intervento sarebbe stato un atto dovuto, scaturito da una segnalazione proveniente dall’estero, in particolare dalla Germania, inserita nei sistemi di cooperazione internazionale come l’area Schengen. Gli agenti, secondo questa ricostruzione, si sarebbero limitati a identificare le persone presenti, interrompendo immediatamente ogni verifica una volta accertata l’identità dell’eurodeputata, senza effettuare alcuna perquisizione.
La vicenda ha comunque provocato una forte reazione politica. I leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno parlato di “gravità inaudita”, ipotizzando un clima di pressione nei confronti dell’opposizione. I due esponenti hanno chiesto chiarimenti immediati al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sollevando interrogativi sulla natura del controllo e sulla sua tempistica, a poche ore da una manifestazione partecipata.
Nel dibattito è intervenuto anche Andrea Orlando, che ha evocato il rischio di derive autoritarie qualora episodi simili non venissero chiariti rapidamente.
Resta dunque uno scontro tra due versioni inconciliabili: da un lato la denuncia politica di un controllo anomalo e intimidatorio, dall’altro la spiegazione istituzionale di una procedura standard legata alla cooperazione tra forze di polizia europee. Un caso destinato a far discutere ancora, anche alla luce del clima politico già teso nel Paese.