Spagna, Noelia Castillo morta a 25 anni con eutanasia, tentò il suicidio dopo uno "stupro di gruppo" e rimase paraplegica

Dopo 600 giorni di attesa, ieri sera Noelia Castillo Ramos è morta dopo aver ricevuto l'eutanasia in un centro sociosanitario della provincia di Barcellona. Le complicanze di vita avevano fatto sì che già due anni fa richiedesse al governo spagnolo che le venisse praticata la morte assistita, procedura ostacolata dal padre, Gerónimo Castillo

Ieri sera in Spagna è morta Noelia Castillo Ramos, catalana di 25 anni che da 600 giorni attendeva che le venisse praticata l'eutanasia, a seguito della richiesta presentata al governo spagnolo nel 2024 date le sue condizioni fisiche e psicologiche. La ragazza avrebbe infatti tentato il suicidio a seguito di uno stupro di gruppo, l'ultima fra le altre violenze subite dall'ex ragazzo e da alcuni giovani che vivevano nella comunità a cui era stata affidata in età adolescenziale per via dei problemi di alcolismo dei genitori. A seguito del tentativo di togliersi la vita, che avrebbe effettuato buttandosi dal quinto piano di un edificio, era rimasta paraplegica

Spagna, Noelia Castillo morta a 25 anni con eutanasia, tentò il suicidio dopo uno "stupro di gruppo" e rimase paraplegica

Stando alle dichiarazioni della Commissione di Garanzia e Valutazione della Catalogna, l'organo regionale competente che aveva ratificato la richiesta di Castillo a luglio del 2024, la ragazza era "consapevole della propria decisione" e manifestava "ragionevolmente la propria volontà", che era quella di "morire in pace per smettere di soffrire". Un rapporto allegato alla decisione presa dall'autorità competente descriveva infatti la sua condizione clinica come "irrecuperabile", con "grave dipendenza, dolore e sofferenza cronica e invalidante". Il tentato suicidio ne aveva infatti provocato, secondo quando riportato dalle fonti locali, una grave e irreversibile lesione al midollo spinale la cui conseguente paraplegia avrebbe determinato un intenso dolore neuropatico e la perdita completa della funzionalità degli arti inferiori.

L'opposizione genitoriale, e in particolar modo paterna, ha determinato un prolungamento dei tempi. La procedura era infatti inizialmente prevista per il 2 agosto 2024, ma con il sostegno dell'associazione Abogados Cristianos il padre della ragazza, Gerónimo Castillo, era riuscito a bloccare temporaneamente la procedura. Aveva tentato anche la via delle misure cautelari per ottenere un trattamento psichiatrico obbligatorio nei confronti di Noelia, dopo aver già presentato tutti i possibili ricorsi legalirigettati sia dalla Corte costituzionale spagnola che, il 24 marzo 2026, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Alla luce del quadro normativo vigente, la figlia di Gerónimo Castillo e Yolanda Ramos presentava infatti una condizione rientrante nei criteri previsti dalla legge ed era stata ritenuta capace di esprimere una decisione consapevole.