Israele, capo Idf Zamir: "Esercito al collasso, riservisti non reggeranno, governo Netanyahu deve varare leggi per coscrizione"

Tra carenza di personale, riservisti allo stremo e più fronti aperti, l’Idf lancia l’allarme: senza riforme urgenti, l’esercito rischia di non reggere la pressione

Il Capo di Stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, ha messo in guardia il governo del premier Benjamin Netanyahu, che ha aperto altri fronti di guerra per Israele: "L'esercito è al collasso, i riservisti non reggeranno e se ne andranno, abbiamo bisogno di nuove leggi per favorire la coscrizione".

Zamir, capo dell'Idf: "Siamo al collasso, Netanyahu deve varare leggi per favorire la coscrizione"

Il Capo di Stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, ha lanciato un monito sulla tenuta dell’apparato militare del Paese, avvertendo che l’esercito rischia di “collassare su se stesso” senza interventi immediati. L’allarme, riportato dai media israeliani, sarebbe stato pronunciato durante una recente riunione del gabinetto di sicurezza guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu.

Nel corso dell’incontro, Zamir ha illustrato ai ministridieci segnali di allarme”, evidenziando una crisi strutturale legata soprattutto alla carenza di personale e al crescente peso operativo imposto dai molteplici fronti aperti. L'Idf è attualmente impegnato simultaneamente in scenari complessi che includono Gaza, Libano, Siria, Cisgiordania e tensioni dirette con l’Iran, con un impiego massiccio e continuativo delle riserve.

Secondo il capo di stato maggiore, il sistema dei riservisti è vicino al punto di rottura: molti soldati sono stati richiamati per il quinto, sesto o addirittura settimo turno di servizio, un ritmo considerato insostenibile nel lungo periodo. “Le riserve non reggeranno”, avrebbe avvertito Zamir, sottolineando che, senza correttivi, l’esercito potrebbe presto non essere più in grado di garantire nemmeno le operazioni di routine.

Tra le misure urgenti richieste figurano una nuova legge sulla coscrizione, una riforma del servizio dei riservisti e l’estensione del servizio militare obbligatorio. Il nodo più controverso resta quello dell’arruolamento degli ultraortodossi, dopo che nel 2024 la Corte Suprema ha imposto la fine delle esenzioni per gli studenti delle yeshiva. Nonostante circa 80 mila giovani risultino teoricamente idonei, la maggior parte non si è ancora arruolata, anche a causa delle resistenze politiche dei partiti religiosi.

L’avvertimento di Zamir mette in luce una fragilità interna che potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo sul piano militare, ma anche su quello politico e sociale, in un momento di forte instabilità regionale.