Nasa verso costruzione di base permanente sulla Luna entro il 2036, approvato piano da oltre $30mld, no a gateway orbitante

L’annuncio è arrivato durante l’evento “Ignition” a Washington, dove è stata illustrata una strategia coerente con l’obiettivo di "realizzare la politica spaziale nazionale del Presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio"

La NASA ha annunciato la costruzione di una base permanente sulla Luna entro il 2036. Il piano, da oltre 30 miliardi di dollari, segna un cambio di strategia rispetto ai programmi precedenti. Viene infatti accantonato il progetto della stazione orbitante Gateway. Restano però le incognite per i partner internazionali coinvolti nel programma Artemis.

Nasa verso costruzione di base permanente sulla Luna entro il 2036, approvato piano da oltre $30mld, no a gateway orbitante

La nuova linea strategica rappresenta una svolta netta nella visione americana dell’esplorazione lunare. Dopo anni in cui il progetto Lunar Gateway era considerato un passaggio chiave per il ritorno umano sulla Luna, la NASA decide di cambiare priorità, puntando direttamente alla presenza stabile sul suolo lunare. Una scelta che, di fatto, ridisegna tempi, obiettivi e alleanze del programma Artemis program.

L’annuncio è arrivato durante l’evento “Ignition” a Washington, dove è stata illustrata una strategia coerente con l’obiettivo di "realizzare la politica spaziale nazionale del Presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio". Un’impostazione che privilegia risultati concreti e una maggiore rapidità operativa rispetto a progetti infrastrutturali complessi in orbita.

Il piano si articolerà in tre fasi. La prima vedrà un’intensificazione senza precedenti delle missioni robotiche: a partire dal 2027 sono previsti fino a 30 atterraggi, con l’obiettivo di trasportare tecnologie, strumenti scientifici e sistemi di supporto in modo più rapido ed efficiente. La seconda fase sarà dedicata alla realizzazione delle prime strutture semi-abitabili e allo sviluppo di una catena logistica stabile tra la Terra e la superficie lunare. Solo nella terza fase si passerà alla costruzione delle infrastrutture più avanzate, necessarie a garantire una presenza umana continua, comprese le componenti abitative sviluppate anche dall’industria italiana.

Il cambio di rotta ha inevitabilmente ripercussioni sui partner internazionali. L’Agenzia Spaziale Europea, tra i principali attori del progetto Gateway, si trova ora a dover riconsiderare il proprio ruolo. Il direttore generale Josef Aschbacher, presente all’evento, non ha rilasciato dichiarazioni, mentre l’agenzia ha avviato consultazioni interne con Stati membri e industria per valutare gli effetti della decisione.

Per l’Europa, la sospensione di Gateway rappresenta un passaggio critico. Il contributo previsto includeva moduli fondamentali come I-Hab ed Esprit, oltre a un coinvolgimento industriale significativo, in particolare da parte dell’Italia. In cambio, l’Esa avrebbe ottenuto accesso alle missioni lunari per i propri astronauti: un equilibrio che ora rischia di essere rimesso in discussione.

La NASA, guidata da Jared Isaacman, ha chiarito la propria posizione spiegando di voler "sospendere il Gateway nella sua forma attuale - come dichiara la Nasa in una nota - e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute. Nonostante le difficoltà riscontrate con alcune apparecchiature esistenti, l'agenzia riutilizzerà le attrezzature idonee e sfrutterà gli impegni dei partner internazionali per supportare questi obiettivi".

Parallelamente, si ridefinisce anche il futuro dell’orbita terrestre bassa. La Stazione spaziale internazionale sarà progressivamente trasformata in una piattaforma di test per moduli commerciali sviluppati da aziende private, che in una fase successiva potranno operare in autonomia. L’obiettivo è quello di passare da una gestione diretta a un modello basato sull’acquisto di servizi, mantenendo comunque una presenza continua nello spazio.

Tra i progetti più innovativi figura infine il lancio, entro il 2028, di un veicolo interplanetario a propulsione nucleare, denominato Space Reactor-1 Freedom. La missione sarà diretta verso Marte e trasporterà droni elicottero ispirati a Ingenuity, destinati ad ampliare le capacità di esplorazione del Pianeta Rosso.