Iran rilancia controproposta al piano di Trump in 15 punti: dal programma missilistico illimitato allo stop degli attacchi Idf contro Hezbollah
I punti del piano di Trump trapelati da Tel Aviv, e già anticipati da Il Giornale d'Italia, sembrano non riflettere gli interessi di Teheran che controbatte: "Siete così nei guai che negoziate con voi stessi". La mediazione è iniziata ma ad ora il punto di convergenza sembra ancora distante
L’Iran ha diffuso una controfferta al piano di 15 punti avanzato da Donald Trump. I 7 punti presentati da Teheran non hanno molti punti di convergenza con quelli redatti da Washington; tuttavia le due proposte negoziali delle controparti mostrano come centrali restino questioni calde in buona parte anticipate da Il Giornale d'Italia: lo Stretto di Hormuz, l'uranio arricchito, e persino il futuro degli alleati islamici nella regione. Il piano americano, trasmesso tramite il Pakistan, riflette interessi fortemente favorevoli agli Stati Uniti e al loro alleato israeliano, che quindi non è stato accolto dagli ayatollah.
Iran boccia PIANO Trump in 15 punti, controproposta: dal programma missilistico illimitato allo a stop degli attacchi Idf contro Hezbollah
La reazione iraniana al piano statunitense in 15 punti non ha tardato ad arrivare e il messaggio è stato chiaro: "Siete così nei guai che negoziate con voi stessi". Di fronte a questa proposta statunitense, Teheran ha avanzato una controproposta, e tra le richieste principali figurano la chiusura di tutte le basi statunitensi nel Golfo, il pagamento di risarcimenti per gli attacchi subiti, e soprattutto il riconoscimento del diritto a mantenere un programma missilistico senza limiti. Sul piano regionale, l’Iran chiede la fine degli attacchi israeliani contro Hezbollah e garanzie che il conflitto non riprenda. A ciò si aggiunge la richiesta di un nuovo sistema nello Stretto di Hormuz che consenta a Teheran di riscuotere tasse di transito, insieme a una riduzione totale delle sanzioni.
Il negoziato per una possibile fine delle ostilità resta dunque fragile e, al momento, gli unici spiragli di incontro riguarderebbero le riduzione delle sanzioni e un nuovo sistema con tasse di transito per Hormuz, ma ancora da definire. Il programma missilistico ha trovato interesse da parte di entrambe le parti, sebbene con visioni contrastanti. Washington inoltre insiste su un pacchetto articolato di condizioni correlate al programma nucleare iraniano, mentre Teheran non mostra alcuna intenzione di piegarsi a quelle che percepisce come imposizioni di un avversario storico.
Il confronto tra i punti anticipati da Il Giornale d'Italia e quelli emersi dalle indiscrezioni israeliane mostra una notevole sovrapposizione su alcuni assi strategici chiave, a partire dal dossier nucleare. Il "no nucleare iraniano" trova piena corrispondenza nello smantellamento delle capacità nucleari, nel divieto di mantenere materiale arricchito e nell’obbligo di consegna all’Aiea, così come la previsione della consegna dell’uranio arricchito risulta centrata, seppur con un diverso destinatario. Anche il disarmo delle milizie filo-iraniane coincide con lo stop al finanziamento e all’armamento dei proxy regionali, mentre sul fronte marittimo lo sblocco dello Stretto di Hormuz è coerente con l’obiettivo di mantenerlo aperto e non soggetto a blocchi. Infine, il no al programma missilistico balistico iraniano trova un riscontro, almeno parziale, nei limiti su numero, gittata e utilizzo dei missili previsti dal piano americano.