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Iran pone 6 condizioni per fine guerra tra cui garanzia stop ostilità, chiusura basi Usa nella regione e un risarcimento

L'Iran pone 6 condizioni per la fine della guerra: la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all'Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all'Iran, l'attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani

22 Marzo 2026

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Mojtaba Khamenei, fonte: Facebook, @Iran Military

L'Iran pone 6 condizioni per la fine della guerra: la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all'Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all'Iran, l'attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani.

Iran pone 6 condizioni per fine guerra tra cui garanzia stop ostilità, chiusura basi Usa nella regione e un risarcimento

Sono 6 le condizioni che l'Iran ha posto per il termine della guerra. Un conflitto iniziato dopo la doppia aggressione di Usa e Israele contro uno Stato sovrano, che si sta trascinando in tutto il Medioriente. Uno dei nodi centrali è proprio quello che riguarda lo Stretto di Hormuz, con Trump che ha minacciato di bombardare le centrali elettriche iraniane se entro 48 ore il il governo iraniano non riaprirà il passaggio. Tuttavia, Teheran ha risposto picche, asserendo che Hormuz rimane aperto a tutta la navigazione, tranne che alle imbarcazioni "collegate ai nemici dell'Iran". Lo Stato Islamico ha anche informato che in caso di raid Usa prenderà "di mira tutte le infrastrutture energetiche, informatiche e di desalinizzazione dell'acqua appartenenti agli Usa e al regime".

Inoltre, il deputato iraniano Alaeddin Boroujrdi ha dichiarato che alcune delle navi che transitano nello Stretto di Hormuz sono soggette al pagamento di una "tassa di 2 milioni di dollari". Nello Stretto si sta imponendo un "nuovo regime di governo" e "la guerra ha dei costi", ha detto il politico, aggiungendo che ciò dimostra "l'autorità e il diritto di cui gode la Repubblica Islamica dell'Iran".

L'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani introduce invece un elemento inedito: la richiesta di interventi diretti contro attori mediatici "ostili", segno di una strategia che unisce piano militare e informativo.

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